Il Consiglio superiore di Sanità ha espresso parere negativo sull'inclusione tra le malattie sociali. Lo ha reso noto il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio rispondendo in commissione Affari sociali alla Camera ad un'interrogazione di Silvana Mura dell'Italia dei valori

ROMA - Parere negativo da parte del Consiglio Superiore di Sanità (Css) sul riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla (Scm) come malattia sociale. Lo ha reso noto il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio rispondendo, giovedì 30 ottobre, in commissione Affari sociali alla Camera ad un'interrogazione di Silvana Mura dell'Italia dei valori. La Sensibilità Chimica Multipla è una sindrome invalidante e progressiva, caratterizzata da sintomi di diversa natura che interessano il sistema nervoso, immunitario, respiratorio e muscolo-scheletrico. Tale stato è dovuto ed aggravato da esposizioni ad una molteplicità di sostanze chimiche abitualmente presenti nell'ambiente.
Nella seduta del 25 settembre, l'organo consultivo in campo sanitario, sulla base di un documento redatto da uno specifico gruppo di lavoro istituito presso l'Istituto Superiore di Sanità, ha precisato che la condizione nota come Scm non appare al momento individuabile dal punto di vista medico, non essendo disponibili evidenze in questo senso nella letteratura scientifica.
Inoltre, sempre secondo il Consiglio Superiore di Sanità, la Sensibilità Chimica Multipla non può essere considerata malattia rara, in considerazione delle stime dei sintomi oscillanti tra il 2 per cento ed il 10 per cento della popolazione generale.
Il Css ha comunque evidenziato che il Servizio Sanitario Nazionale è in grado di fornire un'appropriata assistenza alle persone che mostrano sintomi di intolleranza all'esposizione a sostanze chimiche. (dp)
(3 novembre 2008)





