L'associazione chiede di essere ascoltata dalla Commissione Bilancio sui temi dell'invalidità inseriti nella manovra economica. Richiesta rifiutata "senza alcuna motivazione". Barbieri: "I disabili non hanno dignità di parte sociale"

ROMA - Audizione rifiutata. Le porte del Senato restano chiuse per la Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish) che aveva chiesto di essere ascoltata dalla Commissione Bilancio impegnata nella prima analisi del decreto legge 78/2010, quello contenente le norme della manovra correttiva approvate a fine maggio. L'audizione è stata rifiutata, fa sapere la Fish, "senza produrre alcuna motivazione". "La Fish - si legge in una nota - intendeva sottoporre alla Commissione ulteriori elementi di valutazione rispetto all'articolo 10, quello che prevede l'innalzamento della percentuale di invalidità (da 74 a 85%) ai fini della concessione dell'assegno mensile agli invalidi civili parziali (256,67 euro mensili): si sarebbero evidenziati i dati reali di "risparmio" a fronte di una misura iniqua, penalizzante e discriminatoria che nulla a che vedere né con il contrasto all'enfatizzato fenomeno dei "falsi invalidi", né con un significativo contenimento della spesa".
Nella manovra da 24 miliardi di euro, il taglio dovrebbe produrre - afferma la Fish - un risparmio, "ridicolo per l'erario, drammatico per gli interessati", di 10 milioni di euro nel 2011 e di 30 milioni nell'anno successivo. Dati che "Fish aveva già previsto e che ora emergono, nero su bianco, nella stessa Relazione tecnica alla Manovra". "Delle due l'una: o le persone con disabilità e i loro familiari - è il commento del presidente Fish Pietro Barbieri - non hanno dignità di "parte sociale", oppure la Commissione temeva che si dovesse mettere a verbale l'evidenza di un paradosso che ha rappresentato il tormentone mediatico delle ultime settimane. La Fish, audizione o no, prosegue con le sue azioni di mobilitazione". (ska)
(10 giugno 2010)




