Una settimana dopo la Giornata Nazionale per il sostegno alle famiglie di disabili gravi e gravissimi, il testo di legge presentato dall’on. Bellillo (Pdci) per consentire la pensione anticipata ai familiari dei disabili gravi è stato assegnato alla Commissione Lavoro di Montecitorio
ROMA - E' un primo segnale di attenzione verso le istanze provenienti dai movimenti e dalle associazioni che hanno promosso la prima giornata nazionale per il sostegno alle famiglie di disabili gravi e gravissimi: è stata assegnata alla commissione Lavoro per l'esame in sede referente la proposta di legge sul prepensionamento dei familiari delle persone invalide promossa da Katia Bellillo del Pdci e supportata dalla firma di numerosi parlamentari dei diversi schieramenti. Il testo è stato trasmesso ieri all'undicesimo gruppo di lavoro di Montecitorio, a pochi giorni dalla giornata di mobilitazione a sostegno delle due iniziative legislative in materia di prepensionamento dei genitori con figli disabili gravi (l'altra è stata presentata al Senato dall'esponente di Rifondazione comunista Giuseppe Di Lello). Celebrata per la prima volta a livello nazionale lo scorso 1 febbraio, la Giornata è servita per la presentazione ufficiale delle due proposte all'esame del Parlamento; la richiesta è quella di equiparare il lavoro di cura e di assistenza alle attività usuranti, e consentire ai genitori di andar in pensione prima del tempo. Nella proposta di legge presentata alla Camera (prima firmataria l'onorevole Belillo), si dice che "il lavoro di cura e di assistenza a familiari invalidi, con totale e permanente invalidità lavorativa, che assume connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n.104, ai quali è riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100 per cento, con necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (...) è equiparato alle attività usuranti disciplinate dal decreto legislativo 11 agosto 1993, n.374. La proposta di legge non specifica ulteriormente a proposito del grado di parentela. Si parla solo dei disabili gravi e gravissimi, con disabilità riconosciuta al 100 per cento e che sono assistiti "totalmente nell'ambito della famiglia". (dp/pan)
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(7 febbraio 2007)







