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Scuole paritarie e sostegno, le proteste arrivano in Parlamento

Interrogazione alla Camera: citando l'inchiesta pubblicata anche su Superabile, la parlamentare sollecita un'indagine per accertare quanti istituti privati tengano condotte non conformi alla legge, che impone alle scuole paritarie l'accettazione di disabili

ispettore

ROMA - "Figlio Down? Lo iscriva alla Statale" è il titolo di un articolo pubblicato dal Messaggero nella sua edizione del 26 febbraio 2010 e ripreso da Maria Antonietta Farina Coscioni del Pd in un'interrogazione presentata alla Camera lunedì 1 marzo. Nell'articolo si racconta l'odissea di un bambino di sei anni rifiutato da tre istituti privati su cinque. Nell'istituto che lo ha accolto l'insegnante di sostegno è a carico dei genitori. La madre del piccolo si sarebbe sentita "consigliare": "Signora, ma perché non iscrive suo figlio in una scuola statale? Lì sono organizzati meglio. Noi i ragazzi disabili non li prendiamo, non sapremmo come gestirli, non abbiamo insegnanti di sostegno".

Si tratta, afferma Farina Coscioni, di una vera e propria discriminazione in ambito scolastico, nonostante la legge sulla parità del 2000 preveda che le scuole che ottengono il sì del ministero debbano accogliere tutti, disabili compresi, e a questo fine, infatti, ogni anno vengono stanziati appositi fondi per il sostegno. La parlamentare riporta anche quanto emerso da un'inchiesta giornalistica pubblicata anche su Superabile, che ha contattato telefonicamente numerose scuole private paritarie, scoprendo che molte volte il bambino disabile riceve un secco, inequivocabile no, quando poi arriva il sospirato sì emergono i problemi relativi al "sostegno". C'è chi dice "noi non ci attiviamo neanche per averlo", scaricando la colpa sul ministero "che non garantisce i rimborsi, che stanzia pochi fondi", chi chiede rette aggiuntive per pagare l'insegnante in più, chi contributi parziali. Farina Coscioni sollecita quindi iniziative ed in particolare un'indagine conoscitiva per accertare quanti istituti privati tengano condotte non conformi alla legge che impone alle scuole paritarie l'accettazione di allievi disabili. (dp)

(3 marzo 2010)