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Nel Palazzo

Talidomide, ancora difficoltà per gli indennizzi

Un gruppo di nove senatori propone di estendere a tutto il 1958 il periodo di riferimento per ottenere gli indennizzi. Attualmente ne possono beneficiare solo le persone nate tra il 1959 e il 1965, anche se il farmaco prescritto alle donne incinte e responsabile delle gravi malformazioni dei nascituri è stato introdotto in Europa nel 1957

calendario da tavolo

ROMA - Un'iniziativa normativa urgente, volta ad estendere a tutto il 1958 il periodo a cui fare riferimento per ottenere l'indennizzo per gli affetti da talidomide e, prima del varo del provvedimento estensivo, autorizzare comunque le Commissioni mediche a sottoporre a visita di accertamento anche quanti, affetti dalla sindrome di talidomide, siano nati prima del 1959. A proporre queste soluzioni nove senatori, con in testa Fiorenza Bassoli del Pd, in un'interrogazione presentata a Palazzo Madama durante la seduta dell'Aula di martedì 23 febbraio. La talidomide è un farmaco che fu venduto negli anni Cinquanta e Sessanta come sedativo, anti-nausea e ipnotico, rivolto in particolar modo alle donne in gravidanza. Il medicinale venne ritirato dal commercio perché le donne trattate con talidomide davano alla luce neonati con gravi alterazioni congenite dello sviluppo degli arti, ovvero amelia (assenza degli arti) o vari gradi di focomelia (riduzione delle ossa lunghe degli arti).

L'articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge n.207 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n.14 del 2009, dispone che l'indennizzo previsto per i soggetti affetti da sindrome da talidomide sia riconosciuto solo nei confronti di coloro i quali siano nati dal 1959 al 1965. In tal modo però le richieste di indennizzo avanzate dai cittadini nati prima del 1959 sono respinte. Nell'interrogazione si ricorda che il farmaco contenente tale sostanza fu introdotto nel mercato europeo nel 1957 e ritirato dal nostro Paese nel 1962, dopo che fu accertata inequivocabilmente la correlazione fra la sua assunzione e le gravissime malformazioni che determinava a carico dei nascituri. (dp)

(1 marzo 2010)