Servono 500 milioni nel 2008 per la non autosufficienza; si ’’potrebbe andare a un collegato alla finanziaria’’. E il ministro pensa all´istituzione di un osservatorio sulla disabilità
ROMA - La casa e la povertà. Sono le due emergenze sociali prioritarie su cui è necessario intervenire al più presto. Ma ci sono anche i problemi della non autosufficienza, dei disabili, dell'integrazione degli immigrati, nonché una completa revisione delle funzioni politiche e amministrative relative alla responsabilità sociale delle imprese. Il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero ci spiega (e per la prima volta quantifica) le richieste che il suo ministero ha avanzato in sede di discussione con gli altri ministri. Nella riunione giovedì mattina a palazzo Chigi la legge finanziaria è stata affrontata con una discussione per ora solo sulle linee generali. Nell"incontro del governo - ci conferma il ministro Ferrero - si è cominciato a parlare dell'emergenza casa. Allora ministro Ferrero, cominciamo dalle priorità? Quali sono secondo voi i problemi sociali che devono essere affrontati con urgenza?
La casa e la povertà estrema. Noi abbiamo verificato che sulla questione delle abitazioni siamo davvero al disastro. Ci sono gli affitti che diventano inaccessibili per migliaia di famiglie, i mutui per l'acquisto della prima casa sempre più pesanti, mentre nelle città continuano ad esserci centinaia di alloggi pubblici vuoti. In più incombe lo spettro degli sfratti. Questa è dunque una vera emergenza sociale e nella riunione del governo di questa mattina abbiamo cominciato a discuterne. Per parte nostra abbiamo chiesto 530 milioni per un piano straordinario sulla casa. Si tratta di decidersi a rifare un piano pluriennale di costruzione di alloggi pubblici, anche perché l'Italia sta facendo in questo campo molto peggio che altri paesi europei. Oggi si costruiscono 1400 alloggi pubblici ogni anno. Secondo i nostri calcoli ne servirebbero invece almeno dieci volte tanto: 15 mila alloggi pubblici. Le altre due grandi emergenze sociali che vedo riguardano la non autosufficienza - che come sappiamo bene non è un problema che riguarda solo le persone anziane - e la povertà estrema perché fino ad oggi ci sono stati interventi a favore di quella fascia di popolazione che comunque è al di sopra della soglia della povertà. In questo senso io penso che con i tagli al fisco e in generale attraverso gli interventi di natura fiscale si possa cominciare a intervenire direttamente in favore dei redditi più bassi e soprattutto a favore degli incapienti, che fino a questo momento non hanno potuto mai beneficiare delle agevolazioni fiscali (si tratta infatti di persone che non hanno reddito e quindi sono fuori dagli interventi positivi attraverso il fisco).
Veniamo ora ai punti, in modo più dettagliato, delle vostre richieste. Se fosse possibile, anche se la discussione in Consiglio dei ministri è appena cominciata, le chiederei di darci qualche cifra. Partiamo proprio dal fondo per la non autosufficienza. Quanti soldi servono?
Su questo punto noi abbiamo scelto lo strumento della legge delega. C'è già un testo comune che abbiamo stilato con il ministero della salute sui livelli essenziali. La prossima settimana ne parleremo anche con tutti gli altri ministeri interessati. Credibilmente si potrebbe andare verso un collegato alla finanziaria. Per quanto riguarda le risorse che servono noi abbiamo ipotizzato un piano a tre anni: 500 milioni nel 2008 (quindi con un incremento di 300 milioni rispetto ai 200 già previsti); un miliardo per il 2009 e un miliardo e mezzo per il 2010. Ovviamente si tratta di richieste, ora dovremmo discuterne con tutti gli altri ministri. Il presidente del consiglio Romano Prodi ha detto però che è d'accordo a mettere la non autosufficienza tra le priorità. Vedremo quindi nei prossimi giorni come si potrà definire il piano.
Anche sul fondo sociale per le Regioni voi chiedete un incremento e al tempo stesso ponete il problema di un corretto controllo della spesa. A che punto siamo?
Noi pensiamo che si debba ripristinare la cifra di un miliardo di euro che era stata tagliata dal ministro Maroni con il precedente governo. Già l'anno scorso noi abbiamo alzato la cifra del fondo che era stato dimezzato (a 500 milioni) e l'abbiamo portato a 800 milioni, poi a 943 milioni. Ora dobbiamo arrivare a un miliardo. E quindi non è niente di strarodinario perché non stiamo facendo altro che ripartire dalla situazione precedente ai tagli di Maroni. Abbiamo però capito che uno dei problemi più seri è quello del controllo e del coordinamento della spesa. Per questo stiamo mettendo a punto un nuovo sistema di monitoraggio.
Un'altra novità, sempre analizzando la scaletta delle vostre richieste come Solidarietà Sociale, riguarda l'istituzione di un osservatorio sulla disabilità. Di che cosa si tratta?
Anche per le persone disabili noi vogliamo creare una struttura, che finora non è mai esistita, che possa permetterci di dialogare. Una struttura che riunisca le varie associazioni e che abbia un rapporto diretto con il governo. Su questo si tratta ora di quantificare la spesa. E' comunque chiaro che una parte dei soldi saranno presi dal fondo per la non autosufficienza (che non riguarda appunto solo gli anziani) e un'altra parte dovrà essere presa dal fondo indistinto delle politiche sociali. In ogni caso, io penso che una struttura di questo genere vada istituita al più presto.
Anche sull'immigrazione (che rientra come Solidarietà Sociale nelle vostre competenze) ci sono novità in vista? Che cosa vuol dire incrementare il fondo per l'inclusione sociale e a che punto siamo con la famosa riforma della Bossi-Fini?
Abbiamo chiesto un raddoppio del fondo per l'inclusione sociale degli immigrati che oggi ammonta a 50 milioni di euro. Vogliamo quindi portarlo a 100 milioni. Su questo punto non esistono però ancora elementi di discussione all'interno del governo. Non siamo ancora entrati nello specifico della materia. Per quanto riguarda la riforma della Bossi-Fini, il governo non è in ritardo. Noi abbiamo approvato il provvedimento in un consiglio dei ministri che poi l'ha trasmesso alla conferenza stato regioni che poi l'ha rimandato al consiglio dei ministri. Il presidente della repubblica ha dato il suo parere positivo alla fine di luglio e ora il testo è stato incardinato nei lavori parlamentari: è in commissione affari sociali. Credo che entro la fine dell'anno la riforma possa essere varata. Non ci sono ritardi quindi, ripeto, da parte del governo che ha fatto già tutti i suoi passi.
Novità anche per il servizio civile? Ci vogliono altre risorse?
Abbiamo già detto per i bandi di questo anno che le intenzioni del governo sono per l'allargamento dell'area dei ragazzi coinvolti. Vogliamo tentare di far partire più giovani per il servizio civile. Facendo una cifra si può dire che servono altri 100 milioni.
Mi pare che come ministero state cercando di fare uno sforzo anche nel campo della Responsabilità sociale delle imprese. Che differenze ci sono con le politiche del precedente governo?
Il ministro Maroni aveva deciso di stanziare 3 milioni per una fondazione sulla Rsi, la Resposabilità sociale. Svuotando però gli uffici dello stesso ministero e delegando tutto alla fondazione. A noi è sembrato uno spreco e per questo abbiamo ridotto la destinazione alla fondazione a 750 mila euro. ne abbiamo previsti altrettamenti però (altri 750) per ridare strumenti agli uffici del ministero che si occupano della materia. (Paolo Andruccioli)
(14 settembre 2007)




