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La Pedrini, una "gemma" incastonata nella neve

Dai Campionati mondiali sportivi studenteschi alla Coppa Europa, fino agli utlimi titoli italiani e alla passione per il violoncello: Gemma Pedrini, pluricampionessa italiana di sci alpino, ipovedente e ancora minorenne, si racconta in attesa dell'appuntamento in Trentino, tra pochi giorni, dal 2 al 5 marzo

sciatore

ROMA - Ci sono i Mondiali Sportivi Studenteschi di Sci, in Trentino, tra pochi giorni, dal 2 al 5 marzo. Un evento di caratura internazionale importante, riservato, però, agli atleti normodotati. L'occasione è sembrata propizia, al Cip, per organizzare, al suo interno, una dimostrazione di sci per atleti disabili. Parteciperà, insieme ad altri 7 atleti, la campionessa italiana di sci alpino Gemma Pedrini.

"E' il primo anno che accade, che gli atleti disabili partecipano ad una manifestazione del genere. Faremo una discesa di slalom gigante", dice raggiunta al telefono. Nella storia dell'evento, che ha cadenza biennale, l'Italia già altre tre volte aveva avuto l'onore, e l'onere, di ospitare i Mondiali studenteschi di sci: l'ultima a Tarvisio, nel 1995, l'anno di nascita di Gemma, prima a Cortina (1983 e 1977). Stavolta la Federazione internazionale Scuola Sport (Isf), che i Mondiali studenteschi organizza, ha scelto di nuovo l'Italia, e la provincia di Trento, come sede di gara. Così tra Folgaria, Lavarone e Luserna, 64 nazioni si sfideranno nello sci alpino e nordico.

Dicevamo della delegazione paralimpica, che offrirà una dimostrazione di slalom gigante: 18 persone in tutto, tra cui 8 atleti. Non un gruppo qualsiasi: in testa a tutti loro, la Pedrini, monzese, ipovedente e autentica fuoriclasse proprio nella specialità proposta, che le è valsa l'oro italiano nel 2008, l'argento nel 2009, quando l'oro è arrivato, invece, nello slalom speciale. A lei, minorenne e ancora studentessa, abbiamo chiesto come ci si divide tra scuola ed agonismo, a così alti livelli: "Sono appena uscita da scuola, e mi dirigo in macchina in Friuli, per la Coppa Europa IPC di sci alpino, ad Arta Terme, Tolmezzo e Zoncolan. Riesco a conciliare tutto perché per fortuna so sfruttare bene il tempo. Per esempio, studio in macchina, mi avvantaggio. Poi se ci mettiamo pure il Conservatorio...".

Gemma non si risparmia, decisamente: è anche iscritta al terzo anno di Conservatorio, dove si sta specializzando in violoncello, il suo sogno, il sogno dei genitori. E'una ragazza timida, quasi sorpresa di essere contattata per un'intervista, si sente dal tono di voce, a tratti sommesso, e dalle parole, dette con parsimonia. "Ho cominciato a sciare perché più o meno tutti, in famiglia, lo facevano. La mamma ha sempre avuto paura, si copre gli occhi quando mi vede scendere a certe velocità". E di velocità impressionanti, effettivamente, stiamo parlando, le stesse che all'ultima tappa di Coppa Europa, ad Auron (FRA), le hanno regalato 2 argenti, nello slalom gigante e nel super G. Dicevamo della famiglia, e della passione per la neve: la sorella di Gemma, Aurora, sta studiando per diventare sua prossima atleta guida. Ruolo che attualmente, dopo alcune stagioni con Lorenzo Migliari, già oro paralimpico e triplo bronzo a Torino 2006 in compagnia dell'atleta non vedente Silvia Parente, ricopre Ivan Morlotti.

Con lui, Gemma, nelle fasi di gara, è in contatto costante attraverso radiotrasmittente, per ricevere informazioni sul percorso, la pendenza, la direzione da prendere. A Folgaria, però, ci sarà Aurora, a farle da angelo custode e da faro. Le velocità saranno quelle da brivido, la spettacolarità assicurata.  Come la trepidazione della mamma, che vedrà saettare insieme sulla neve le due figlie, e forse avrà un tuffo al cuore. Oltre che, siamo sicuri, un grande orgoglio. (A cura del Cip)

(12 febbraio 2010)