I campioni della Federazione italiana golf disabili - Figd a Milano per un weekend. "Atleti disabili e non gareggiano nello stesso team, sugli stessi campi con il medesimo regolamento" I campioni della Figd dimostrano che è possibile ottenere grandi risultati anche a livello internazionale

MILANO - Andare in buca a occhi chiusi. I campioni della Federazione italiana golf disabili (Figd) dimostrano che è possibile, ottenendo grandi risultati anche a livello internazionale. È il caso di Alessandro Calcaterra, secondo classificato all'Open di Spagna nel 2004 e campione europeo nel 2005, e di Chiara Pozzi Giacosa, vincitrice di Chiara Pozzi Giacosa, fresca vincitrice del Blind British Open 2009, categoria b1. Nel weekend i due campioni sono stati presenti all'iniziativa "Golf al buio nel cuore di Milano", organizzata dal Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano Onlus presso la Sede dell'Istituto dei Ciechi in via Vivaio 7 a Milano.
"Il golf è l'unico sport che permette ad atleti disabili e normodotati di gareggiare nello stesso team, sugli stessi campi, praticamente con il medesimo regolamento. Per questo - hanno sottolineato gli organizzatori - si tratta di un ottimo strumento di integrazione", con ricadute positive sulla salute psicofisica di chi lo pratica. "La scuola di Saint Andrews in Scozia, un pò il 'Vaticano del golf', da un pò di anni ha precisato le regole del golf per disabili motori e sensoriali - ha spiegato l'architetto Danilo Redaelli, presidente della Figd - e anche i non vedenti hanno regole con le quali possono ovviare alle loro difficoltà. Ad esempio, a differenza degli altri giocatori, possono appoggiare il bastone nel bunker (un banco di sabbia o ghiaia posto come ostacolo nel percorso verso la buca, ndr) e, oltre al caddie, il portabastoni, hanno a disposizione un coach che prende la mira, assetta la mazza e dà le distanze in metri o in iarde al giocatore per consentirgli di effettuare il tiro nel migliore dei modi. Sono allo studio anche altre facilities come le mappe tattili, che per ora stiamo sperimentando al golf club Sant'Elisabetta di Parma - ha proseguito Redaelli -. Si tratta di carte in rilievo attraverso le quali il golfista può esperire le forme dei diversi percorsi di gioco, realizzate da un progetto di ricerca comune tra il Politecnico di Milano e il dipartimento di Design medicale dell'università Iuav di Venezia".
La Figd conta 80 tesserati: a turno, in 15 sono selezionati per rappresentare l'Italia nelle competizioni internazionali e a novembre, in Spagna, parteciperanno alla Nation Cup, il campionato europeo a squadre. I golfisti non vedenti della federazione sono soltanto 4, ma di eccellenza, tra cui i già citati Alessandro Calcaterra e Chiara Pozzi Giacosa. "Si tratta di giocatori straordinari con anni di esperienza, che praticavano già il golf prima di perdere la vista -precisa Redaelli-: il vero problema è insegnare lo sport ai ragazzi nati ciechi". (ar)
(6 ottobre 2009)




