Quattro anni di lavoro, 80.000 metri quadrati, 17.000 potenziali spettatori,102 milioni di euro, un design ecosostenibile, una delle più grandi strutture per il nuoto al mondo, frutto di una joint-venture sino-australiana. Nasce per battere tutti i record, la piscina olimpica di Pechino, all'interno dell'Olympic Green, a un passo dallo stadio Nido d'Uccello

A cura del Cip
Quattro anni di lavoro, 80.000 metri quadrati, 17.000 potenziali spettatori,102 milioni di euro, un design ecosostenibile, una delle più grandi strutture per il nuoto al mondo, frutto di una joint-venture sino-australiana. Nasce per battere tutti i record, la piscina olimpica di Pechino, all'interno dell'Olympic Green, a un passo dallo stadio Nido d'Uccello. All'apparenza uno scatolone di plastica trasparente, in sostanza una struttura cubica ricoperta da una membrana di Efte (un polimero), un reticolo casuale che disegna bolle d'acqua in teflon, un materiale di rivestimento morbido speciale, provvisto di pannelli solari, che faciliterà il riscaldamento della vasca e degli interni. Di notte, poi, un complesso sistema di luci interno alla struttura conferirà all'edificio l'aspetto di un caleidoscopio. L'impianto è destinato a ospitare le competizioni di nuoto, tuffi e sincronizzato, premierà nuovi ori paralimpici e rappresenta la risposta più convincente di Pechino alle accuse di essere una città spaventosamente inquinata, avvolta da una nube di smog che addirittura impedisce una visione d'insieme dello stadio a Nido a d'Uccello.
E' già scritto il futuro del National Acquatics Center: una volta calato il sipario sull'agonismo sfrenato, il tifo, le ovazioni, e dispensate decine e decine di medaglie, sarà trasformato in centro commerciale con ristoranti, night-club e campi da tennis.
(27 agosto 2008)





