Secondo raduno tecnico, per la Nazionale di tiro con l'arco, sotto il gonfalone Fitarco. Il direttore tecnico della Nazionale, Pedrazzi: "Ci stiamo facendo largo nella Federazione. Per la prima volta avremo fisioterapista e psicologa al seguito: per migliorare i nostri lati deboli di sempre e guardare con fiducia a Londra 2012"

ROMA - Si è svolto a Varallo Pombia (NO), nel week end tra il 20 e 21 febbraio scorso, il Raduno tecnico della Nazionale di tiro con l'arco, il secondo sotto l'egida della Fitarco, dopo la sigla, avvenuta lo scorso anno, del protocollo d'intesa tra Cip e la Federazione Nazionale Olimpica. Erano 14 gli atleti convocati dal direttore tecnico della Nazionale, Marco Pedrazzi. Per la specialità arco olimpico maschile: Oscar De Pellegrin (Arcieri del Piave), Marco Vitale (G.S. Fiamme Azzurre), Antonino Lisotta (Dyamond Archery Palermo) e Mario Esposito (Pol. Handicappati Bergamasca). Per l'arco olimpico femminile: Mariangela Perna (Ashd Novara), Elisabetta Mijno (Arcieri delle Alpi), Veronica Floreno (Dyamond Archery Palermo), Santina Pertesana (Arcieri Alabarde Camune). Per il compound maschile: Alberto Simonelli (Pol. Handicappati Bergamasca), Lorenzo Schieda (Pol. Handicappati Bergamasca), Mirco Falcier (Arcieri Synkhro), Romano Moroni (Pol. Handicappati Bergamasca), Fabio Luca Azzolini (Arcieri Orione) e la sola Ifigenia Neri (Dyamond Archery Palermo), per il compound femminile.
A proposito della nuova gestione dell'arco paralimpico da parte della Fitarco, Marco Pedrazzi esprime grande soddisfazione: "Ovvio che la Fitarco è un ambiente nuovo, per tutti noi. Qui in Federazione è sempre stato preminente l'aspetto agonistico, della performance e dei risultati sportivi, come approccio alla disciplina, invece nel Cip era prevalente l'aspetto sociale della manifestazione, l'obiettivo partecipativo. Tuttavia ci stiamo integrando bene, perché siamo sempre stati un gruppo molto competitivo, a livello di Nazionale". Inoltre alla guida della Fitarco c'è un segretario generale, Alvaro Carboni, che è stato, in passato, allenatore di basket in carrozzina: "Proprio per questo con lui ci intendiamo con uno sguardo. Capisce esattamente le esigenze che hanno gli atleti disabili, non serve nemmeno esprimerle".
Particolarità di questo nuovo corso in Fitarco - e Pedrazzi ci tiene a sottolinearla - è che al seguito dei paralimpici andranno per il secondo raduno, una fisioterapista ed una psicologa: "È proprio quello di cui abbiamo sofferto la mancanza in passato. L'aspetto psicologico, mentale, è sempre stato il nostro punto debole: si chiama paura di vincere, di essere determinanti quando si scocca l'ultima freccia. Per questo abbiamo perso tante medaglie. Ma da oggi si cambia: abbiamo due anni di lavoro con queste nuove professionalità che ci fanno ben sperare per Londra 2012". (A cura del Cip)
(23 febbraio 2010)




