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Interviste e personaggi

Treviso Marathon: 100 disabili in corsa e una grande "Festa"

Sono attesi circa 100 persone con disabilità, podisti in carrozzina e handbikers, alla Treviso Marathon, giunta alla sesta edizione. Madrina della stracittadina, quest'anno, Lisa Trevisan, ribattezzata "Festa" dagli amici, per promuovere il nuovo libro e raccontare una storia intensa, straordinaria, bellissima. La sua

Lisa Trevisan

ROMA - Lisa ci sarà, alla Maratona di Treviso, una delle più note e partecipate in Italia, che festeggia quest'anno, il 14 marzo per la precisione, 6 anni di emozioni e sfide, belle da vivere. E da raccontare. Lisa però non correrà i 42.195 Km, come aveva fatto alla maratona leggendaria di New York, dopo aver superato un'emiparesi destra, a seguito di ictus. Sarà madrina della stracittadina, e testimonial di un evento che quest'anno, oltre agli altri, conta circa un centinaio di atleti disabili, davvero uno sproposito, per una maratona. Questa di Treviso ne ha visti, di volti celebri: qui, per esempio, Francesca Porcellato, che come Lisa è di Castelfranco Veneto, a quanto pare culla di ragazze portentose, ha avuto l'occasione di siglare primati personali; il grande campione paralimpico Alvise De Vidi, ora dall'atletica passato al tennistavolo, presta competenza e consulenza per gli aspetti organizzativi.

Qui Lisa Trevisan, ma per gli amici di cognome fa ‘Festa', verrà a presentare il suo nuovo libro: "Sì, sì, New York", una testimonianza viva di chi ha corso la Maratona di New York arrivando fino all'ultimo centimetro del tragitto senza arrendersi, vincendo prima di tutto la sfida con se stessa. Come era successo poco tempo prima, quando Lisa era riuscita a ribaltare prodigiosamente la diagnosi agghiacciante del medico, che a seguito di un ictus, le aveva prospettato un destino irreversibile, sulla sedia a rotelle. L'incidente, mentre Lisa stava ballando con gli amici in discoteca, nel fiore dei 21 anni. Poi i fotogrammi, tutti uguali, per chiunque ci passi: ambulanza, coma, ricovero. Poco dopo, il risveglio, a un mese di distanza, e la sedia a rotelle accanto al letto, perché la parte destra del corpo è paralizzata. Non passa molto che Lisa fa la prima scommessa: recuperare parola e capacità di camminare: c'è voluto un po', tanta fatica, ma alla fine la scommessa è vinta. La seconda: correre, in piedi, la Maratona per antonomasia, quella di New York, la città che l'aveva stregata prima di ammalarsi. Vinta anche questa.

Lisa non è riuscita a risolverli tutti i problemi connessi all'ictus: "Ancora avverto una certa pesantezza al lato destro - dice-, che ha ancora delle lesioni, scordo facilmente le cose e non posso portare i tacchi alti"

Un problema, viene da sorridere, per una ragazza che tra i suoi miti ha Marylin Monroe: "La adoro, da sempre. Sono stata a trovarla, a visitare la sua tomba a Hollywood. Quando ho visto che non c'era neanche un fiore, ed era spoglia e abbandonata, sono scoppiata a piangere. Mi sento molto vicina a lei, che ha avuto una storia intensa e travagliata, è venuta dal nulla".

Come Marylin, anche Lisa è bionda, è bella, ha occhi da cerbiatto. Un po' come faceva Marylin, sorride e ride continuamente, mentre parla: di un riso dolce e contagioso. Parlando con lei, l'America torna a più riprese nel discorso, è la sua meta dei sogni. "Prima di ammalarmi, - racconta- ero stata nella Grande Mela, ne ero rimasta rapita, stregata. Avevo cominciato a studiare Lingue e Letteratura d'America, proprio per poter fare, dopo la Laurea, l'Actors Studio". Era stata pure a Miami con le amiche, prima del ‘patatrac', come lo chiama lei. Ecco perché si chiama "Sì, no, Miami", il suo primo libro, edito Mondadori, che ha scritto una volta guarita: "Perché durante la riabilitazione, c'è stata anche una fase afasica, riuscivo a pronunciare queste sole 3 parole, rivivendo il flashback dei giorni felici americani".

A Treviso, dicevamo, Lisa presenterà la seconda fatica editoriale: "Sì, Sì, New York", che ripercorre l'impresa podistica di New York, compiuta nel 2008, quando chiude la corsa in 7 ore e 16 minuti, stremata, al limite delle forze, ma felice. Prossimi progetti? "Forse l'edizione 2011 della stessa Maratona - confessa Lisa-. Mi ha invitata già, il Rotary Club di NY. Ho risposto sì, però ho detto: partecipo ma stavolta  comodamente seduta in Limousine". Niente fatica, niente sudore, nemmeno in tacchi a spilli, come forse vorrebbe correrla...   Al Rotary devono aver pensato: ‘Belle pretese, questa Lisa, ma chi si crede, Marylin Monroe?'  (a cura del Cip)

(2 marzo 2010)