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Interviste e personaggi

Luca Germano e i suoi tre amori: il nuoto, l'arte e i bomboloni

È salito sei volte sul podio agli ultimi Deaflympics, le Olimpiadi silenziose degli atleti non udenti. Ma di solito gareggia con i colleghi normodotati. "Sono un atleta e come tutti quelli che fanno questo 'mestiere', partecipare alle gare è la cosa che amo di più"

Immagine di Luca Germano

ROMA - Capita di raccontare, pur per sommi capi, l'avventura sportiva di un'Olimpiade e di scoprire, molto spesso, storie particolari, avvincenti, sorprendenti, di atleti in gioco con se stessi e con le proprie e altrui aspettative. Questa volta è capitato di imbattersi in un ragazzo che a Taipei, dove poche ore fa si sono chiusi i XXI Deaflympics, l'appuntamento cruciale del quadriennio di preparazione degli sportivi sordi, nemmeno doveva esserci, anche se non udente, perché di norma in gara con i colleghi udenti, anzi di più, è atleta di "Interesse Olimpico" del Coni. Allora si scopre che Luca Germano, tra gli atleti più medagliati in assoluto, qui a Taipei 2009, ha provato così, per curiosità, a gareggiare con i colleghi nella sua condizione uditiva, e neanche troppo spaventato, pensando che il livello tecnico fosse, tutto sommato, medio, se non basso. E invece si è trovato di fronte gente con una motivazione mostruosa, capacità e talento da vendere. Luca, fiorentino di 21anni, che dopo il Liceo artistico è ora studente alla facoltà di Beni culturali e che nella vita coltiva l'arte e l'interesse per i musei, è soprattutto un fenomeno in acqua, una saetta che colleziona tempi e record, ora mondiali, come si mangia un bombolone alla crema, la sua trasgressione alimentare: è capace di mangiarne quattro alla volta.

Luca è un formidabile nuotatore, da quando aveva 10 anni e ha cominciato a scendere in piscina tutti i giorni, allenandosi con costanza e grandi sacrifici presso la società Florentia, imparando la disciplina ed esercitando la sua naturale determinazione. Fino a ieri è stato il wonder boy delle XXI Olimpiadi silenziose: si è portato a casa tre ori, due argenti, un bronzo: tra i più medagliati in assoluto.

Questa è la tua prima Olimpiade dei sordi, sei un atleta non udente ma fai anche parte della cerchia di interesse olimpico, la ristretta rosa di atleti del Coni. Come mai hai deciso di gareggiare ai Deaflympics 2009?
"Sono un atleta e come tutti quelli che fanno questo ‘mestiere', partecipare alle gare è la cosa che amo di più. Per questo, potendo gareggiare sia con gli udenti sia con i sordi, non perdo un appuntamento se i tempi me lo consentono. Fare i Deaflympics poi è un sogno di tutti noi atleti sordi, quindi per me è un orgoglio essere qui a difendere i colori azzurri".

Che ti è parso del livello tecnico dei tuoi avversari, è stato relativamente facile batterli? È lo stesso livello dei colleghi udenti con cui sei abituato a gareggiare?
"Beh, non proprio. Russi, cinesi, e non solo, hanno portato atleti di ottimo livello e non è stato per nulla facile vincere cinque medaglie finora. Il livello non è quello delle gare internazionali per tutti, anche se alcuni atleti fanno prestazioni importanti che gli consentirebbero di ben figurare in una gara di quel tipo".

Quante ore di allenamento fai nelle piscine della tua società, la Florentia, per riuscire a siglare i record di cui sei stato capace?
"Mediamente ci si allena più di tre ore al giorno, ma dipende sempre dal periodo. Se sai che devi preparare un appuntamento importante intensifichi l'allenamento".

Quale è stata la medaglia più difficile da raggiungere tra le sei?
"Vincere una medaglia in un evento dove ci sono atleti di decine di paesi è sempre difficile, quindi direi che ho dovuto faticare per conquistarle tutte e sei".

Come si fa ad essere tanto versatili in così tante distanze e specialità (100 e 200 farfalla, 50-100-200-400 sl)?
"Con allenamenti duri e tanta concentrazione quando sei in gara"

Obiettivo nel futuro? Ci pensi a Londra 2012?
"Beh, è un sogno per tutti quello di partecipare alle Olimpiadi, quindi ci penso eccome. Certo dovrò lavorare molto per raggiungere un traguardo così importante, ma la voglia di faticare in acqua non mi manca".

Del futuro non è dato sapere, certo: ma viene voglia di scommettere, e puntare alto, che lo speaker scandirà forte e chiaro il suo nome, prima del fischio della sirena, anzi dell'accensione della spia rossa di start, nella piscina olimpica londinese. (A cura del Cip)

(15 settembre 2009)