Con 16 vittorie su 16 incontri, la società valdostana di curling in carrozzina è per la seconda volta nella sua storia campione d'Italia. Parla lo skip della Disval, Andrea Tabanelli, in trepida attesa di Vancouver: "Solo noi possiamo farci del bene o del male. Occorrerà solo trovare la giusta serenità mentale, il resto verrà da sé"

ROMA - Un primato mantenuto da inizio stagione, quello della Disval, società valdostana di curling in carrozzina. E' questo, infatti, il sodalizio che si è aggiudicato lo scudetto, il secondo della sua storia, al termine del Campionato Italiano 2009/2010, per aver centrato senza difficoltà 16 partite su 16, l'ultima delle quali a Claut (PN). In semifinale, la Disval ha superato Sport di Più, con il punteggio nettissimo di 8 - 4, poi, nella finale contro Cortina, si è imposta 8 a 5. Dopo la seconda piazza del Cortina, si sono classificate Albatros, Sport di più, Periscopio, Sempione 82, Pinerolo e Friuli.
Andrea Tabanelli, Big Taba come lo chiamano amici e colleghi, capitano e anima della Disval come della Nazionale, ha sicuramente fatto la sua parte: "Tutti hanno fatto bene, - dice Andrea - non uno solo. Il gioco è sempre di squadra". E infatti, con tre elementi su cinque, la Disval è la formazione più rappresentata nella Nazionale che andrà alle imminenti Paralimpiadi. Come ci si prepara, psicologicamente, alla seconda Paralimpiade di sempre, a parte gustandosi lo spettacolo del curling olimpico, in questi giorni in onda con dirette notturne? "Lo dico sempre, lo vado ripetendo da un anno, ormai: non dobbiamo aver paura di nessuno, noi. Tutti sono alla nostra portata, anche il Giappone, la prima squadra che avremo in calendario. Solo noi possiamo farci del bene o del male. Occorrerà quindi trovare serenità mentale, il resto vien da sé".
Per fare un esempio di sorte che gira a favore o sfavore per un niente e per concatenazione di circostanze, parla dell'ultima esperienza mondiale in Canada, a Vancouver, lo scorso anno: "Lì abbiamo vinto i primi 5 avversari, poi improvvisamente, complice un po' di sfortuna, ci siamo persi, qualcosa nell'ingranaggio della macchina non ha più funzionato, e la situazione è precipitata perché il morale è andato giù". Da questo punto di vista, sarà indispensabile l'unica donna della squadra, Angela Menardi (Cortina): "Sono felice che ci sia Angela, in Nazionale. Ci ha regalato l'equilibrio e la tranquillità giusta di cui abbiamo bisogno per un impegno così importante. E dal punto di vista del gioco, è una forte, lei".
(19 febbraio 2010)




