Selezionato per un colloquio di lavoro in un'emittente radiofonica austriaca, un nostro collaboratore da Bruxelles, non vedente, si vede annullare l'appuntamento dopo aver comunicato ai responsabili la sua disabilità: "Ci dispiace, avrebbe dovuto dircelo prima". La cronaca della vicenda e l'amaro commento del protagonista

BRUXELLES - Sei non vedente? Dovevi dircelo prima. Ora non ti vogliamo al colloquio, anche se ti avevamo selezionato perché il tuo curriculum ci piace. Ma non preoccuparti, non è colpa tua, sappiamo che hai un sacco di capacità, è solo che il nostro studio non è adattato per i ciechi, sai, ci sono molte mail da leggere e poi ci arrivano depliant informativi con le offerte degli sponsor. E non è un problema se già avevi preso il biglietto: te lo rimborsiamo. Ci dispiace, questa è la decisione che abbiamo preso: magari ci saranno altre possibilità in futuro.
Sono queste, in formato "compresso", alcune delle "motivazioni" che Maurizio Molinari, nostro collaboratore da Bruxelles, si è sentito dare dai responsabili di Radio Max, una radio austriaca in procinto di avviare un canale in lingua italiana, a giustificazione della sua esclusione da un casting per giornalisti per il quale, prima di rivelare la sua cecità, era stato selezionato. Una storia alla quale diamo spazio facendola raccontare direttamente dal diretto interessato, a partire dal momento in cui il nostro collaboratore riceve una mail in cui lo informano che una radio austriaca cerca conduttori di madrelingua italiana. "Mi sono detto: so il tedesco - racconta Molinari -, sono di madrelingua italiana, il mio sogno è lavorare in radio, ho già diverse esperienze come giornalista e molte di esse come giornalista radiofonico: proviamo! Mando il curriculum e, dopo qualche settimana, mi arriva la conferma che sono fra i selezionati per il casting". Il colloquio è fissato per l'8 giugno: "Mi dico che tutto sta andando bene e che non ho niente da perdere. Così, per correttezza, scrivo alla persona di contatto che sono non vedente. Non si sa mai, ho pensato, che nel colloquio siano previsti anche test scritti, nel qual caso è giusto che sappiano che lavorerò col mio pc e che possono fornirmi i documenti in versione elettronica".
A questo punto, qualcosa inizia ad andare storto e va in scena un vero e proprio "blackout comunicativo di diversi giorni", con Molinari che non riesce più a contattare alcun referente né per mail né per telefono, ignorando peraltro ora e luogo del colloquio, oltre all'albergo che la radio offre ai selezionati per il cast. Molinari scrive e chiama più volte, senza ottenere risposta, ma dati i tempi brevi decide di fare comunque il biglietto per l'Austria: mancano una manciata di giorni al colloquio.
A quel punto, arriva l'amara sorpresa. E' la sera del 3 giugno, sono le 23.30 ed ecco che Radio Max torna a farsi viva. Lo fa con una mail, il cui oggetto è "Siamo dispiaciuti". "La mia prima reazione - racconta il nostro collaboratore - è: menomale, si scuseranno per non avermi risposto prima e mi daranno tutti i dettagli". E invece no. "No, infatti: tutto il contrario". Ecco il testo della mail di Radio Max: "Gentile Maurizio Molinari, ho dovuto aspettare di sentire i miei responsabili: visto che lei ci ha comunicato abbastanza tardi che è non vedente sono subentrati dei problemi, perché il nostro studio non è costruito per non vedenti. Dovevamo parlare con i tecnici, ma non abbiamo la possibilità per adattare lo studio, perciò ci dispiace molto ma non la possiamo considerare per i colloqui. Avrebbe dovuto dircelo quando ha fatto domanda, così potevamo evitare tutte queste incomprensioni. Le auguriamo buone cose per il suo lavoro".
Avrebbe dovuto dircelo prima, scrivono dalla radio. "Peccato che io, per esperienza pregressa - dice ora Molinari - so che se tu rispondi a un annuncio di lavoro menzionando il tuo handicap, ti giochi nella maggior parte dei casi ogni possibilità di essere chiamato per il colloquio. E poi - incalza - dove sta scritto che io debba menzionare la mia disabilità quando rispondo a un annuncio di lavoro? Devo forse dire se sono nero o bianco, omosessuale o eterosessuale, comunista o anarchico? Che rilevanza ha, nel valutare le mie competenze, il fatto che sia cieco?".
Le "ragioni" di Radio Max vengono confermate a Molinari anche a viva voca dalla direttrice della programmazione: "Ci dispiace Her Molinari - sono le sue parole - ma questa è la decisione, è già stata presa e magari ci saranno altre possibilità in futuro". "Peccato - ci precisa il giornalista italiano - che anche la decisione di chiamarmi al colloquio fosse già stata presa, peccato che non mi abbiano saputo spiegare di quali adattamenti il loro studio non disponesse perché io non potessi provare a lavorare per loro, peccato che la paura e l'ignoranza abbiano vinto sul buon senso che avrebbe suggerito loro comunque di vedermi per il casting e poi, al limite, di scartarmi dicendo che avevano un candidato migliore. Infine peccato che non abbiano almeno voluto conoscermi: chissà che non avrebbero cambiato idea. E comunque, anche se non l'avessero fatto, almeno avrebbero giudicato su fatti e non su pregiudizi".
(7 giugno 2010)




