Speziale (Anffas): "Servono facilitatori". Ma anche leggi adeguate e la costituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione dei disabili. Per ragazzi e bambini ci sono i "Centri navigabile" dell'Anffas

ROMA - Del network europeo Inclusion Europe, che raccoglie organizzazioni di disabili intellettivi e relazionali, fa parte Roberto Speziale, presidente dell'Anffas (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale). La progettazione di siti accessibili per tutti, sottolinea, rappresenta "uno strumento e un vantaggio per tutte le persone, a prescindere dalla loro condizione di salute e disabilità, e per tutte le persone con disabilità, a prescindere dalla tipologia e laddove possibile, anche dalla gravità". "Tuttavia, - aggiunge - se è vero che per alcune tipologie di disabilità siamo più ‘avanti', per la disabilità intellettiva e/o relazionale la questione dell'accessibilità ed usabilità dei contenuti del web è molto complessa e delicata. Infatti, oltre ai necessari adeguamenti per le persone che utilizzano particolari ausili tecnologici, per la disabilità intellettiva e/o relazionale si innesta la necessità di adattamenti che consentano la comprensione, fruibilità ed utilizzo dei contenuti del web, spesso difficile ed in molti casi completamente impedita. Inoltre, le persone che hanno difficoltà ad organizzare il pensiero logico, come, quindi, quelle con disabilità intellettiva, possono avere necessità di "facilitatori" che li aiutino a superare le "barriere" di contenuti, impostazioni e sequenze necessarie, spesso anche molto complesse, per usufruire del web. Questo dà l'idea di quanto possa essere ampio il problema che, purtroppo, probabilmente anche a causa della sua complessità è, ad oggi, spesso trascurato. Tale sostanziale limitazione, oltre a discriminare, danneggia fortemente tantissime persone che possono sicuramente trarre, laddove messe in condizione, grandissimo beneficio dall'utilizzo, non solo in termini di fruizione, ma anche e soprattutto di partecipazione e contributo attivo, di tali strumenti".
Sui siti che dovrebbero essere comunque accessibili anche per i disabili mentali, Speziale afferma: "in primo luogo, sicuramente quelli delle pubbliche amministrazioni, di formazione, informazione, e-learning e di tutti quelli, per così dire, di "servizio", per poi estendere gradualmente tale revisione a tutti i siti. Un primo punto di partenza, anche relativamente facile da realizzare, potrebbe essere quello di utilizzare in tutti i contenuti del web un linguaggio quanto più chiaro e comprensibile per chiunque, con sintesi, riassunti e versioni facilitate, nonché ad esempio video ed audio che possano agevolare la comprensione delle persone che hanno difficoltà nel leggere. Inoltre, è importante che a questo si affianchi un processo di formazione delle persone con disabilità all'utilizzo del web e che, laddove necessario, si fornisca il supporto, anche temporaneo, di figure qualificate (ad esempio in ambito scolastico il personale docente o l'assistente all'autonomia ed alla comunicazione) che fungano da facilitatori".
Ma cosa sta facendo l'Anffas in questo senso? "Per quanto concerne l'accessibilità del web - spiega Speziale - Anffas ha aderito da tempo al Progetto NavigAbile della Fondazione Italiana Accenture che intende fornire, prevalentemente a bambini e ragazzi, ma anche ad adulti, con disabilità cognitive, motorie e di compromissione delle possibilità di relazione e comunicazione, una modalità innovativa per comunicare e per accedere ai contenuti del web. In tale contesto è in fase di realizzazione una versione "Navigabile" del nostro sito internet www.anffas.net e diverse strutture associative Anffas si sono qualificate come "Centri Navigabile". E' quasi ovvio, poi, il collegamento di tale tema con quello più generale dell'utilizzo di questi strumenti nell'ambito scolastico e lavorativo, che potrebbero (e dico potrebbero perché ancora siamo davvero lontani dall'obiettivo) divenire elementi significativi di svolta per l'inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità. Il tema dell'inclusione scolastica, poi, è una delle aree prioritarie di intervento della nostra associazione, la quale ha incentrato da tempo la propria attività e pensiero associativi sui temi legati all'età evolutiva ed alle giovani famiglie". In conclusione ecco cosa il presidente dell'Anffas si aspetta dal governo italiano: "Il primo atto concreto potrebbe essere la rivisitazione delle norme vigenti per adeguarle anche dal punto di vista terminologico e coordinarle attraverso l'adozione di un testo unico della disabilità. Inoltre, siamo ancora in attesa della costituzione dell' Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, organismo che dovrà monitorare l'applicazione della Crpd nel nostro Paese. (Maurizio Molinari)
(29 settembre 2009)





