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Inchieste

Scuola. La storia di Luca: è down, tre private su cinque non lo vogliono

Alla fine la famiglia ha optato per la scuola "Cocchetti" di Roma: l'insegnante di sostegno è stato pagato dai genitori solo il primo anno di primaria, poi è intervenuto l'Ufficio scolastico. Ma se il bambino si ferma a lezione anche il pomeriggio, sono 40 euro in più

mano di un bambino che scrive alla lavagna

ROMA - Tre scuole private su cinque hanno detto no a Luca (il nome è di fantasia), che si doveva iscrivere in prima elementare. E solo perché è un bambino down. Dopo il diniego di "Maria Ausiliatrice", "Sacro Cuore" e della Scuola germanica di Roma, la signora Vittoria (non vuole che appaia il cognome) e suo marito hanno bussato alle porte della Scuola svizzera e della "Cocchetti". La prima si è dimostrata "molto aperta e disponibile, la seconda molto più restia", racconta. Ma entrambe avrebbero comunque accettato Luca "a patto che l'insegnante di sostegno lo pagassimo noi", dice. "Alla fine abbiamo optato per la "Cocchetti", perché la Scuola svizzera era troppo cara". Soprattutto perché la signora Vittoria (socia dell'Aipd, Associazione italiana persone down) ha tre figli: Luca, che ora fa la quarta, Annamaria, che è in terza, e Massimo, che va all'asilo. Tutti iscritti all'"Annunciata Cocchetti" di Roma.

"Abbiamo preferito - non parlo di scelta perché alla fine siamo scesi a dei compromessi - le scuole private perché gli edifici sono più curati, le classi meno numerose e, se i genitori ritardano di una ventina di minuti, le suore non lasciano i bambini per strada", spiega la signora Vittoria. "Luca, però, nonostante si trovi bene con i compagni e le maestre, in quattro anni ha cambiato quattro insegnanti di sostegno: il primo anno l'abbiamo pagato di tasca nostra - 600 euro al mese per 2-3 ore di sostegno al giorno -. Gli anni successivi invece no: non so esattamente come la scuola abbia trovato i fondi, ma penso che sia intervenuto l'Ufficio scolastico provinciale o regionale". Il "problema" comunque non è risolto del tutto. "Se ho bisogno di lasciare Luca a scuola anche il pomeriggio - continua la signora Vittoria - devo dirlo per tempo, con circa 10 giorni di anticipo, e pagare una quota supplementare di 40 euro per il pranzo e le ore di sostegno aggiuntive". (mt)

(25 febbraio 2010)

Alunni con disabilità, il no delle scuole private: "Iscriveteli alle statali"

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