Diritto allo studio, barriere architettoniche, assistenza personale, libertà di orientamento culturale: a carico delle scuole paritarie gli stessi obblighi di quelle statali. Ma sul territorio il quadro è poco uniforme

ROMA - Diritti e doveri. Un lungo elenco di requisiti ai quali attenersi e che sono fondamentali per potersi fregiare dello status di scuola "paritaria", insieme alla piena libertà per quanto concerne l'orientamento culturale e l'indirizzo pedagogico-didattico da dare all'insegnamento. Diritto allo studio, barriere architettoniche, assistenza personale: dal punto di vista particolare dell'inclusione di studenti con disabilità, il quadro sul territorio non è pienamente uniforme e ci si trova di fronte ad una situazione a macchia di leopardo in cui alcune scuole rappresentano l'eccellenza e altre arrancano.
Le scuole private paritarie, per il solo fatto di aver deciso di fruire della legge sulla parità, devono garantire il diritto allo studio (l'iscrizione di un alunno disabile non può mai essere negata), sono responsabili dell'eliminazione delle barriere architettoniche e dell'uso di personale ausiliario per l'assistenza igienica e l'igiene personale degli alunni disabili. Il trasporto scolastico deve essere garantito, su richiesta della scuola agli enti locali, sulla base delle leggi regionali per il diritto allo studio scolastico, mentre riguardo ai costi i genitori non dovrebbero pagare niente di aggiuntivo rispetto alla retta standard sostenuta da tutti gli alunni della scuola. Per la formazione delle classi, le paritarie dovrebbero infine uniformarsi alla normativa riguardante la scuola pubblica. Sono in particolare gli aspetti del numero massimo di alunni per classe, dell'assegnazione dei docenti per il sostegno e dell'assistenza igienica agli alunni da parte dei collaboratori e delle collaboratrici scolastiche i punti deboli più diffusi sul territorio.
(25 febbraio 2010)





