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Scuole paritarie, sponsor e otto per mille: tutte le strade per pagare il sostegno

Fondi aggiuntivi, sponsor privati, feste di beneficienza, otto per mille: le modalità perseguite dalle scuole paritarie per evitare di dover sostenere, o di scaricare sui genitori, i costi del docente di sostegno. E in Tribunale le suore battono il ministero...

salvadanaio

ROMA - Fondi aggiuntivi, sponsor privati, feste di beneficienza, otto per mille. O anche il  Tribunale. Il pagamento di un insegnante di sostegno in una scuola paritaria è faccenda complessa, che si ripercuote spesso sui genitori stessi dell'alunno con disabilità, ai quali viene talvolta chiesto un contributo in questo senso. Responsabilità da un lato della normativa che carica la scuola della responsabilità di dover garantire l'istruzione agli studenti con disabilità e dall'altro dei contributi insufficienti che, per questo singolo particolare capitolo di spesa, lo Stato trasferisce alle scuole. Con cifre fra i mille e i duemila euro annui, un insegnante di sostegno non si paga. Come garantire allora la buona inclusione scolastica?

Alcune scuole paritarie, e sono le peggiori, tendono a cancellare il problema alla radice, cercando di far desistere quei genitori che volessero iscrivere i propri figli nelle loro scuole: qualcuno lo fa anche negando la possibilità di iscrivere il ragazzo, situazione che invece rappresenta un vero e proprio obbligo per la scuola. Alcune altre, invece, d'accordo con i genitori, accolgono l'alunno disabile e cercano un modo per sostenere la quota di spesa non coperta dai contributi statali. La via più diretta, ma niente affatto semplice, è quella del fund rasing, attuato dalle scuole a volte in collaborazione con associazioni di genitori costituitesi ad hoc: l'organizzazione di un evento, di una festa, di uno spettacolo, ha allora il preciso scopo di "devolvere" il ricavato al pagamento dell'insegnante di sostegno. Filosofia simile a quella delle donazioni private, peraltro alquanto rare.

Ci sono però anche altre vie, meno informali, previste dallo stesso ministero dell'Istruzione, che di tanto in tanto eroga contributi aggiuntivi di cui beneficiano, con gli altri, anche gli alunni con disabilità: è il caso del contributo di 8 milioni di euro per l'adempimento dei due anni di obbligo delle secondarie di secondo grado o, sul versante delle famiglie, del contributo economico previsto dalla legge 266/05 e spettante ai genitori che iscrivono i figli alla scuola paritaria del primo e del secondo ciclo, purchè il reddito familiare non superi i 50 mila euro.

Un'ancora di salvezza consistente per poter pagare l'insegnante di sostegno senza essere tentati di scaricarne il costo sui genitori è quella su cui, in tutti gli ordini, possono contare le sole scuole cattoliche. Alcune diocesi, infatti, hanno costituito un fondo per l'integrazione scolastica, ricavato dall'otto per mille, e al quale i dirigenti scolastici di tali scuole possono chiedere di accedere per pagare in parte le spese dell'insegnante di sostegno: aggiungendo al contributo statale quello derivato dal fondo diocesano, numerose realtà paritarie cattoliche riescono così a garantire il sostegno in classe in modo continuativo e proficuo, impedendo al tempo stesso che il costo del docente ricada per buona parte sulla scuola (e, di riflesso, sulle rette, anche quelle degli altri alunni).

Ma, a proposito di pari diritti e pari doveri, molte scuole paritarie denunciano una situazione di svantaggio: hanno l'obbligo di garantire l'inclusione scolastica come nelle scuole statali, ma l'insegnante di sostegno è quasi interamente a carico loro. Di fronte alla paventata "ingiustizia", qualcuno ha fatto ricorso al giudice. Vincendo. E' successo alla scuola paritaria dell'Istituto delle suore Marcelline di Milano, che ha chiamato davanti al giudice il Ministero: nel giugno 2008 la seconda sezione civile del Tribunale di Roma ha giudicato che la spesa relativa al docente di sostegno per un bambino con handicap iscritto alle scuole paritarie vada posta a carico dello Stato e non della scuola e per questo ha condannato il Ministero a pagare alla scuola, che l'aveva anticipata, la somma di quasi 30mila euro, oltre agli interessi legali. La sentenza era chiaramente circoscritta alla fattispecie esaminata (quella di una persona con handicap che necessita di un sostegno e che ha diritto di riceverlo - secondo il Tribunale di Roma - su disposizione della legge 104/1992 in quanto si tratta di un suo diritto soggettivo) ma ha dato forza a quanti ritengono che l'obbligo di curarsi dei ragazzi con disabilità si debba accompagnare alla rassicurazione economico che il docente di sostegno sia garantito dallo Stato. Anche nelle scuole paritarie. (ska)

(25 febbraio 2010)

Alunni con disabilità, il no delle scuole private: "Iscriveteli alle statali"

bambine leggono insieme un libroInchiesta sull'inclusione scolastica degli studenti con disabilità nelle scuole private paritarie: molti non li accettano, consigliando ai genitori di rivolgersi alle scuole pubbliche. E dove vengono iscritti, ai genitori spesso tocca pagare di tasca loro l'insegnante di sostegno. Ecco cosa prevede la normativa e quello che succede sul territorio...