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Inchieste

In Italia tanti diplomati, ma pochi laureati: nuovo rapporto Ocse

In aumento anche il numero di alunni per classe. Le scuole più affollate sono quelle private, sia le primarie che le medie

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ROMA - Cresce il livello di istruzione nel nostro paese. Ma se la percentuale di diplomati, ormai, supera la media Ocse (da noi sono l'85%, la media e' 80%), restiamo invece su livelli più bassi per quanto riguarda i laureati: da noi sono il 32,8% (si tratta soprattutto di donne), contro una media Ocse del 38%. È quanto emerge dall'annuale Rapporto sull'Educazione dell'Organizzazione per lo sviluppo economico e la cooperazione.

Per quanto riguarda i diplomati, dal 2000 al 2008, la loro percentuale, si legge nel Rapporto, in Italia è passata dal 78 all'85%. Molto sopra la media è la Germania che, però, ha registrato un calo di diplomati nell'ultimo periodo. Quanto ai laureati, spiega l'Ocse, "l'incremento che si è registrato in Italia tra il 2000 e il 2005 è stato in larga parte dovuto all'attuazione della riforma, a un cambiamento strutturale, che ha consentito di ottenere una laurea anche dopo il terzo anno di studi". Attualmente nel nostro paese c'è un 32,8% di laureati (di cui il 27,7% sono under 30) contro una media Ocse del 38%. Il numero e' in discesa dopo, appunto, il boom registrato dopo l'attuazione della riforma del 3+2.

Altro dato preoccupante segnalato dall'Ocse: in paesi come l'Italia più dei due terzi dei 25-64enni sono fuori da ogni sistema di formazione. Vuol dire che preso il diploma o la laurea molti lavoratori italiani, poi, non migliorano le proprie abilità. Potenzialmente, dunque, non hanno gli strumenti per ricollocarsi nel nuovo mercato del lavoro dopo un licenziamento. I dati dell'Ocse, infatti, dicono che i titoli e le conoscenze aumentano la possibilità di trovare una occupazione e di avere uno stipendio superiore. Tra chi si laurea il guadagno è netto: i maschi possono arrivare a prendere 300 mila dollari in più, le donne 200 mila. Fin qui la media Ocse, che sale a 400 mila dollari per gli uomini in Italia.

Secondo il rapporto, inoltre, in paesi come l'Italia, l'Islanda e il Lussemburgo tra il 2000 ed il 2008 e' cresciuto i numero di alunni per classe, anche se di poco. Questo dato nei paesi aderenti e', in media, di 24 con punte di 30 o piu' in Cile, Giappone e Corea. Secondo i dati, nella nostra scuola primaria le classi sono mediamente piccole con meno di 20 alunni, mentre alle medie si supera questa quota. Poiché il dato si ferma al 2008 è impossibile verificare l'impatto delle riforme dell'attuale governo, che hanno portato ad innalzare il numero di studenti per aula. Dal Rapporto emerge, comunque, che le classi più affollate si trovano nella scuola privata, sia alla scuola primaria che alle medie. Resta basso, comunque, nel nostro paese, il numero di studenti per docente: nelle scuole del primo ciclo c'e' un professore ogni 11 ragazzi contro, ad esempio, il rapporto 1 a 24 che si registra in Corea, Cile, Messico. Al secondo ciclo il rapporto alunni-docenti in Italia resta stabile.

(8 settembre 2010)