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Scuola, pioggia di ricorsi al Tar in Sardegna contro i tagli al sostegno

Dopo l'accoglimento da parte dei giudici del Tar di 6 istanze cautelari presentate da altrettante famiglie, in Sardegna è incessante la pioggia di ricorsi contro il dimezzamento del sostegno nelle scuole. Ma il provveditorato corre ai ripari

pila di fogli stampati

CAGLIARI - Le prime sei ordinanze cautelari emanate dai giudici del Tar Sardegna sui tagli al sostegno hanno aperto la strada ad una pioggia incessabile di ricorsi. Non cessa il continuo viavai di avvocati davanti allo sportello della cancelleria del Tribunale amministrativo regionale di piazza del Carmine a Cagliari: in meno di due settimane sono già più di venticinque le richieste di pronunciamento presentate da altrettante famiglie di studenti disabili che, all'inizio dell'anno scolastico, si sono viste tagliare le ore di sostegno.

Ad assistere nelle tante cause giudiziarie i familiari degli alunni rimasti con poche ore di sostegno settimanale, in qualche caso anche quelli con gravi disabilità che lo scorso anno avevano ottenuto il massimo dell'assistenza, è l'avvocato cagliaritano Giuseppe Andreozzi : a fine ottobre è stato lui ad ottenere dai giudici del Tar Sardegna i primi provvedimenti cautelari in favore dei sei famiglie di  Decimomannu, Carbonia, Selargius Villasalto, Alghero e Quartu Sant'Elena. Nei suoi ricorsi, il legale aveva chiamato in causa direttamente gli istituti scolastici dove i ragazzi erano iscritti, ma anche il Ministero dell'Istruzione. Due i punti su cui il collegio giudicante presieduto da Paolo Numerico (affiancato da Grazia Fleim e Alessandro Maggio) aveva deciso di fondare la motivazione per accogliere l'istanza cautelare: il dovuto rispetto della legge del 2007 che stabilisce i rapporto medio nazionale fra insegnanti di sostegno e alunni disabili e, per ciascuno dei casi, le esigenze legate a ciascun caso, desumibili dai documenti sanitari che le famiglie presentano prima dell'inizio dell'anno. Una decisione, quella dei giudici, che ha spiazzato soprattutto i dirigenti scolastici, costretti a correre ai ripari per ridisegnare in corsa gli orari e gli affiancamenti, rispettando da una parte quanto deciso nelle ordinanze, dall'altra le richieste del Provveditorato regionale legate ai tagli richiesti dal Ministero. Nell'attesa di capire come finirà la vicenda, sui primi casi l'udienza di merito è fissata per il 14 aprile, la novità è data dal gran numero di ricorsi arrivati in queste ore al Tar. (fp)

(18 novembre 2009)