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Il punto

Scuola, si riparte il 7 gennaio. Nel 2010 riforme ed esami più severi

Il nuovo anno farà il suo ingresso anche tra i banchi. Con un carico di novità che entreranno nella vita scolastica da subito e fino a settembre. Continueranno i tagli al personale, 'quote' per gli alunni stranieri.

Banchi di scuola

ROMA - Scuola, si riparte. Dal 7 gennaio, in tutta Italia, riprenderanno le lezioni dopo la pausa natalizia. Il 2010 fara' il suo ingresso anche tra i banchi. Con un carico di novità che entreranno nella vita scolastica da subito e fino a settembre. Alle medie e alle superiori gli alunni dovranno fare i conti con le pagelle di metà anno, che potranno garantire un percorso in discesa fino a giugno o dare il via ad un frenetico recupero anti-bocciatura. Quest'anno saranno in molti a tremare:
le regole per accedere alla classe successiva e agli esami di fine corso sono diventate piu' severe.
E per chi frequenta la terza media sale l'ansia per la scelta della scuola futura: a settembre ci saranno nuovi licei e istituti tecnici e professionali rinnovati, ma ancora non e' stata varata la versione finale della riforma. Il tempo stringe e la preoccupazione delle famiglie cresce. Nel 2010, poi, forse gia' con la circolare sulle iscrizioni, dovranno arrivare notizie piu' certe anche sulla futura composizione delle classi dove non ci potranno più essere percentuali troppo elevate di
stranieri.

La riforma. Da settembre 2010 partirà il nuovo corso delle superiori. Ancora non si sa se saranno
coinvolti solo gli alunni di prima o anche quelli di seconda. La stesura finale dei decreti di riforma di licei e istituti tecnico-professionali, infatti, arrivera' solo nelle prossime settimane, dopo il parere di Consiglio di Stato e Parlamento. Gli indirizzi saranno ridotti. I licei diventeranno cinque,
spariranno centinaia di sperimentazioni per essere ricondotte in questi ambiti: classico, scientifico, coreutico-musicale (una novita'), delle scienze umane (una novita'), linguistico. Le
lingue saranno valorizzate: al classico si fara' inglese per cinque anni. Anche nei tecnici e nei professionali si ridurranno gli indirizzi e ci saranno da subito piu' laboratori e discipline
di indirizzo. Ma la riforma e' in ritardo e percio' il ministero sta pensando di far slittare a fine marzo i termini per le iscrizioni solo per le superiori. Per gli altri corsi di studio i termini si chiudono il 27 febbraio.

Esami da piccoli geni. Esami sempre piu' difficili. Per tutti. Per i piccoli geni, che dovranno sudare per ottenere il massimo dei voti, e per i meno bravi, che faticheranno pure ad accedere
agli scritti. Alle medie ci vorra' il 6 in ogni materia per arrivare a sostenere l'esame e il voto finale si otterra' facendo la media aritmetica tra i giudizi ottenuti alle prove scritte (compresa quella nazionale dell'Invalsi), all'orale, e al momento dello scrutinio di ammissione. Per ottenere 10 bisognera' avere una media aritmetica di 9,5 arrotondabile di 0,5 punti. Anche alle superiori scattera' l'obbligo del 6 in tutte le materie per poter partecipare alla maturita'. E per avere voti al top
bisognera' faticare un bel po': chi vuole la lode dovra' prendere il voto piu' alto in tutte le prove, avere il credito massimo a fine anno e tutti otto in pagella (almeno) negli ultimi tre anni.

Stranieri sì, ma in quote. Da settembre del 2010 gli alunni stranieri dovranno essere distribuiti in 'quote' nelle classi per evitare i casi di scuole "ghetto". Il ministro Gelmini sta mettendo a punto l'ipotesi di un tetto del 30% che potrebbe gia' essere indicato nella circolare sulle iscrizioni di prossima diffusione.

Anagrafe edilizia da chiudere. Andava completata ad agosto, ma l'anagrafe dell'edilizia scolastica, aggiornata anche con i dati sugli elementi non strutturali che possono costituire un pericolo, ancora non e' pronta. Il ministro Gelmini aveva assicurato "entro fine anno". Ora si parla di "fine
gennaio". A novembre la raccolta dati era ferma al 60% con regioni come il Lazio, la Sicilia e la Campania rimaste notevolmente indietro. Intanto il governo sta predisponendo uno
stralcio da 300 milioni di euro per intervenire subito sulle urgenze.

I tagli. Proseguiranno anche nel 2010. Il governo, infatti, con la Finanziaria del 2009 ha stabilito che entro il 2012 ci dovranno essere 8 miliardi di risparmi molti dei quali passano attraverso i tagli al personale. Per il 2010 sono previsti oltre 40 mila posti in meno tra docenti (oltre 25 mila) e Ata.

(4 gennaio 2009)