La maggior parte si basa sul lavoro volontario delle redazioni, le entrate pubblicitarie sono scarsissime e i tassi di mortalità sono piuttosto elevati. Ricerca dell'università Bocconi

MILANO - Il panorama delle radio per stranieri è al centro di uno studio realizzato da Francesco Pasetti, giovane ricercatore del Centro Ask (Economics and management for Arts and Culture) dell'università Bocconi di Milano. Lo studio divide i prodotti radiofonici per stranieri in tre gruppi: il primo è composto da programmi realizzati da persone appartenenti a una comunità e dedicati a membri della stessa; il secondo da programmi a cui collaborano insieme autoctoni e migranti, destinati a un pubblico misto; il terzo da prodotti radio realizzati da redazioni "italiane" con il contributo di collaboratori di origine straniera.
Secondo la ricerca, i programmi curati da stranieri e destinati alle loro comunità, inseriti all'interno di palinsesti generalisti e di taglio culturale e informativo, hanno da un lato l'obiettivo di offrire una rappresentazione degli immigrati diversa da quella spesso stereotipata offerta dai media mainstream e dall'altro quello di offrire un servizio informativo agli immigrati. "Tuttavia -si legge in un estratto dello studio- la strategia editoriale di questi programmi è fortemente condizionata dalle esigenze di programmazione dell'emittente e dalle caratteristiche del suo pubblico di riferimento, rendendo i programmi poco efficaci".
Altro punto critico è la debolezza dei modelli di business: la sopravvivenza di queste iniziative e la loro sostenibilità economica dipendono infatti dal supporto delle emittenti o di associazioni no profit, rendendo difficile lo sviluppo di progetti autonomi e con una prospettiva di continuità aziendale. Ad oggi la maggior parte dei programmi si basa su lavoro volontario delle redazioni e i tassi di mortalità sono piuttosto elevati.
Infine, in questo settore "le possibilità di crescita appaiono fortemente condizionate dall'evoluzione possibile del mercato della raccolta pubblicitaria -si legge nell'estratto-. Ad oggi le entrate pubblicitarie sono scarsissime, sia per la distribuzione frammentata e irregolare delle comunità di stranieri sul territorio, sia per la mancanza di massa critica nell'offerta di programmi, sia infine per la rigidità dei meccanismi di rilevazione degli ascolti e delle modalità di raccolta pubblicitaria". L'evoluzione del settore dipenderà quindi, in buona parte, dalla prospettiva con cui si guarderà al pubblico straniero, se come audience da coltivare e soddisfare con un'offerta di programmi ad hoc, ovvero come mercato di consumatori da integrare nell'offerta mainstream. Il lavoro è pubblicato su uno dei quaderni del centro di ricerca, disponibile in versione pdf alla pagina http://portale.unibocconi.it/wps/wcm/connect/Centro_ASK/Home. (ar)
(4 novembre 2010)







