Ricerca della Fondazione europea di Dublino. Carichi di lavoro immutati e ritmo fissato dalle richieste dirette dell’organizzazione. Ma nel 2010 la percentuale di corsi di formazione pagati dal datore di lavoro ha raggiunti il livello più alto dal 1995

DUBLINO - Lavoratori europei con lo stesso carico di lavoro ed esposti agli stessi rischi di vent'anni fa: è questo il risultato della quinta ricerca sulle condizioni di lavoro condotta dalla Fondazione europea di Dublino per il miglioramento della condizioni di vita e di lavoro. L'indagine rivela anche che per la maggior parte dei lavoratori (67%), il ritmo di lavoro è fissato dalle richieste dirette dell'organizzazione o impresa per cui lavorano, e la percentuale di lavoro da svolgere con alta priorità (e velocità) rimane elevata. La misura in cui i lavoratori possono decidere autonomamente su come organizzarsi il lavoro non è cambiata, lasciando un gran numero di lavoratori in situazione immutata.
Tuttavia, nel 2010, la percentuale di corsi di formazione pagati dal datore di lavoro ha raggiunti il suo livello più alto dal 1995 (per quanto concerne l'UE15), con il 34% dei lavoratori che hanno ricevuto una formazione negli ultimi 12 mesi. Si tratta di una cambiamento di tendenza di un trend che continuava a stagnare sugli stessi livelli da 15 anni. Cresce molto lievemente anche la percentuale di lavoratori (oggi al 60%) che ritiene di poter essere in grado di svolgere a 60 anni le stesse mansioni svolte ora.
Per la maggior parte, gli indicatori di regolarità nel tempo di lavoro presentano le stesse cifre del 2000, con il 67% dei lavoratori che lavorano lo stesso numero di ore ogni settimana, e il 58% che lavorano lo stesso numero di ore ogni giorno. La percentuale di lavoratori che lavorano lo stesso numero di giorni alla settimana è invece aumentato dal 74% nel 2005 al 77% nel 2010. Diminuisce invece leggermente (dal 65% del 200 al 61% del 2010) il numero di lavoratori che iniziano e finiscono la giornata lavorativa sempre alla stessa ora. Oggetto peculiare dell'l'indagine di quest'anno è stato misurare in che modo il mantenimento della qualità del lavoro reagisce alla crisi economica. "È importante sapere cosa sta succedendo nei luoghi di lavoro, in modo che da potere definire meglio le relative politiche e affrontare i problemi realmente presenti sul terreno", secondo le parole di Jorma Karppinen, direttore della Fondazione. (mm)
(17 novembre 2010)







