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Ue: reddito minimo garantito per uscire dalla povertà

Crede in questa ricetta la commissione Affari sociali del Parlamento europeo, che ha approvato di Ilda Figueiredo (gruppo Gue-Ngl). La relazione insiste sulla redistribuzione del reddito attraverso nuove politiche che diano priorità ai diritti dei lavoratori e portino a un miglioramento dei salari e delle pensioni

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BRUXELLES - Reddito minimo garantito come leva per uscire dalla povertà: crede in questa ricetta la commissione Affari sociali del Parlamento europeo, approvando il rapporto della comunista portoghese Ilda Figueiredo (gruppo Gue-Ngl) sul ruolo del reddito minimo nella lotta contro la povertà e per promuovere una società inclusiva in Europa. Per Figueiredo si tratta di una relazione di particolare importanza, soprattutto nell'ottica dell'Anno europeo della lotta alla povertà, in quanto viene elevato il profilo politico della povertà e dell'esclusione sociale, fenomeno che - riporta la portoghese - "interessa circa 85 milioni di cittadini europei, in particolare donne, bambini, anziani, disoccupati e purtroppo sempre più lavoratori con bassi salari. Ci sono oltre 19 milioni di persone nei ranghi dei lavoratori poveri in Europa".

La relazione insiste sulla redistribuzione del reddito attraverso nuove politiche che diano priorità ai diritti dei lavoratori e portino a un miglioramento dei salari e delle pensioni, a servizi pubblici universali e di qualità e, come annunciato, a un reddito minimo per tutti gli individui e le famiglie che non dispongono di un risorse sufficienti per vivere con dignità. Pertanto, come richiesto nella relazione, "è urgente che la Commissione europea lanci un'iniziativa che risponda a queste richieste". In attesa del voto della plenaria sul rapporto, Figueiredo invita i colleghi a continuare a lottare per il miglioramento e l'approfondimento della relazione, in modo che al momento della discussione e votazione in Aula "si possa arrivare a chiedere un'iniziativa legislativa sul diritto ad un equo reddito minimo decente per tutti , rispettando le diversità di ciascun Stato membro".

Per Licia Ronzulli, eurodeputata del Pdl e relatrice ombra per il gruppo di centro-destra dei popolari (Ppe), la lotta alla povertà nell'UE dovrebbe essere più ambiziosa: "non è solo con le politiche volte a proporre un reddito minimo che oggi possiamo contrastare il fenomeno della povertà in Europa: vanno anche sviluppate strategie che abbiano come obiettivo l'inclusione sociale e la promozione dell'occupazione attiva e che possano contrastare efficacemente l'abbandono dell'istruzione da parte dei giovani, tenendo anche conto del problema della disoccupazione giovanile come obiettivo specifico e dando particolare sostegno alla formazione professionale e all'imprenditoria giovanile".Molto favorevoli alla proposta di reddito minimo Sergio Cofferati e Silvia Costa, del gruppo socialista-democratico del Pe: per loro è necessaria una direttiva quadro europea che obblighi anche gli Stati membri che come l'Italia sono ancora privi di questo strumento a dotarsene. (mm)

(28 giugno 2010)