Più capacità decisionale per i disabili mentali e una riforma dell'istituto della tutela. Questo, in sintesi, il senso di alcune norme contenute nel codice civile ungherese che entrerà in vigore il prossimo maggio

ROMA - Più capacità decisionale per i disabili mentali e una riforma dell'istituto della tutela. Questo, in sintesi, il senso di alcune norme contenute nel codice civile ungherese che entrerà in vigore il prossimo maggio e che è stato approvato a fine settembre. La questione interessa tutta l'Europa, visto che da Budapest viene un esempio che, secondo le organizzazioni dei disabili europei, deve costituire un modello, un paradigma da seguire in tutti gli Stati membri dell'Ue.
Col nuovo codice civile ungherese, l'istituto della tutela per i disabili intellettivi o relazionali viene sostituito da una co-tutela, un sistema decisionale che coinvolga i disabili stessi oltre alle famiglie, un sistema basato insomma sulla cooperazione e sul rispetto dell'individuo. In parole povere, ciò significa che i disabili avranno la possibilità di decidere su una serie di argomenti che li riguardano e che invece prima restavano appannaggio esclusivo dei loro tutori.
L'obiettivo da perseguire, secondo il Movimento per la vita indipendente, è quello della maggiore autonomia possibile dei disabili, nonostante la loro disabilità mentale. All'abolizione della tutela che limita la capacità giuridica e della tutela assoluta, in Ungheria, subentrerà un istituto che prevederà la decisione assistita, per cui le persone con disabilità saranno guidate a compiere le loro scelte dalla rete sociale in cui si trovano a vivere (famiglie, amici, operatori ecc...). Con questa nuova legge, secondo l'associazione ungherese delle Persone con disabilità intellettiva, le persone disabili possono esercitare la loro libertà e i loro diritti come tutti gli altri cittadini, dalla culla alla tomba. (Maurizio Molinari)
(21 ottobre 2009)







