La percentuale è molto maggiore nelle regioni del sud, record in Sardegna con il 53%. Per il presidente Mastrapasqua il dato è in crescita perché il campione dei controlli è stato affinato. Diminuiscono le nuove domande ma la procedura di accertamento stenta a decollare. Sui dati Inps duro il commento della Fish: "Colpiti molti invalidi veri, il fine è solo quello di contenere la spesa"

ROMA - Revocate il 23% delle pensioni di invalidità controllate, oltre 200mila accertamenti nel 2009 e 100mila nel 2010, diminuiscono le domande ma aumenta la spesa sociale e le prestazioni assistenziali: sono questi i dati principali delle statistiche Inps a due anni dalla normativa che insiste sulla lotta ai c.d. "falsi invalidi". A renderli noti è Antonio Mastropasqua, presidente Inps, in un'intervista al Corriere della Sera.
CONTROLLI - Obiettivo 800mila controlli sulle pensioni di invalidità, su un totale di 2,9 milioni di disabili in Italia. Duecentomila nel 2009 e 100mila nel 2010. Sono 250 mila quest'anno e altrettanti nel 2012: l'Inps, nell'ambito del piano straordinario di verifica, richiama a visita sulla base di un campione chiunque goda di una pensione di invalidità e assegno di accompagno. La scelta del chi e del dove è determinata dalla concentrazione dei controlli nelle c.d. aree sensibili. Ovvero quelle regioni che già in passato evidenziavano un numero alto di pensioni di invalidità e domande di accompagnamento ottenute o richieste. I numeri sono alti: il record in Sardegna, dove sono state revocate il 53% delle pensioni o delle indennità di accompagnamento verificate. Seguono l'Umbria con il 47%, la Campania con il 43%, la Sicilia con il 42% e la Calabria con il 35%. Tra le province, spiccano Sassari (con il 76% delle prestazioni controllate cancellate), Cagliari (64%), Napoli (55%), Perugia (53%), Benevento (52%). Assai diversa la situazione in altre zone d'Italia: nelle Marche e in Lombardia sono state revocate il 6% delle pensioni controllate (a Milano sono il 3%, 85 su 2532 verifiche), in Piemonte ed Emilia il 9%, in Abruzzo e Toscana il 10%. A Roma le cancellazioni sono il 26%. La media nazionale, come detto, è il 23%.
DOMANDE E SPESA - Le domande complessivamente scendono nel 2010 del 17% rispetto al 2009: spicca la Campania con - 27% e il Molise con un - 39%, mentre la Puglia registra un -35%. Tiene duro la Sicilia, dove le domande calano appena dell'1%. Le prestazioni assistenziali comunque aumentano: la popolazione invecchia ed è inevitabile che cresca il numero dei pensionati. Quelli di invalidità civile sono passati da 2,4 milioni nel 2006 a 2,9 milioni nel 2010. Le prestazioni assistenziali per anno passano così da 2.391.994 nel 2006 a 2.862.509 nel 2010. Stesso discorso per la spesa assistenziale nel suo complesso che passa da 13.037 milioni nel 2006 a 16.109 milioni nel 2010
PROCEDURE E RICORSI - Sul fronte delle nuove domande, il presidente Inps spera in una maggiore collaborazione da parte delle Asl: "Solo 900 mila domande su 1,8 milioni presentate nel 2010 sono state esaminate dalle Asl, e di queste appena il 20% è stato trasmesso all'Inps per via telematica mentre il resto arriva ancora su carta". Una pratica su due di quelle trasmesse poi, viene poi corretta dall'Inps in termini di prestazione riducendo il beneficio accordato (ad esempio confermando la pensione ma negando l'indennità di accompagnamento) o eliminandolo completamente. La percentuale di correzioni varia dal 68% per le domande che arrivano dalla Puglia al 29% per quelle che arrivano dall'Emilia Romagna. Anche da qui arrivano i ricorsi sempre più numerosi aumentati dall'avvento della nuova procedura per l'accertamento, iniziata nel gennaio 2010.
(16 febbraio 2011)








