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Bologna, "Raeebilitando" dà lavoro a otto disabili con il riciclo di rifiuti elettronici

Riciclati soprattutto piccoli e medi elettrodomestici da cui sono stati ricavati rame, alluminio, vetro, plastica. L'obiettivo per il 2012 è arrivare a 50 tonnellate riciclate. Barilli (Hera): "Un circuito virtuoso sostenibile"

disabile al lavoro in una fabbrica

BOLOGNA - A Bologna, la raccolta differenziata di elettropattume, i cosiddetti rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche (Raee) è, secondo dati di Hera, al 10%, a fronte di una quota del 50% di immondizia smaltita in maniera diversa a seconda del tipo di materiale. Ma una grossa mano a favorire il recupero dei Raee la stanno dando 8 persone, con disabilità psichica, che in un anno ha riciclato 22 tonnellate di elettropattume. È il progetto "Raeebilitando" (promosso dalla Provincia e sviluppato da Remedia, Hera e dalle Opere dell'Immacolata-Opimm). Gli 8 hanno riciclato soprattutto piccoli e medi elettrodomestici, inferiori al mezzo chilo di peso. Significa che ciascun operaio ha recuperato 40 mila pezzi. Dall'85% del totale dei Raee lavorati si è ricavato rame, alluminio, vetro, plastiche. L'obiettivo per il 2012 è di raddoppiare le tonnellate riciclate, arrivando a 50, anche se rimane incerta la quantità di apparecchiature in disuso che si riuscirà a intercettare.

Per Danilo Bonato, direttore del Consorzio Remedia, alla base di questo fenomeno "c'è la scarsa consapevolezza dei cittadini. Molti conservano i telefonini non più usati, anziché riciclarli". In provincia di Bologna, prosegue, "si producono 600 tonnellate di Raee di piccola elettronica, che contengono le preziose terre rare, di cui la Cina detiene il monopolio della produzione". Del resto, da un'indagine del Consorzio dei produttori apparecchiature elettroniche, "risulta che solo il 20% della popolazione conosce il corretto smaltimento dei Raee non ingombranti", osserva Bonato. Conferimento che può avvenire direttamente nelle isole ecologiche o, per i rifiuti più ingombranti (frigoriferi, lavatrici) con il ritiro gratuito a domicilio da parte di Hera, previo appuntamento. Per raggiungere l'obiettivo futuro delle 50 tonnellate di Raee riciclati dal laboratorio "Raeebilitando", c'è la possibilità che "Hera decida d'impiegare altre persone in questo progetto", ma senza specificare quante in più "perché c'è un obbligo normativo preciso che regola il rapporto tra superfici dei capannoni (le aree di recupero) e gli addetti", spiegano dall'azienda Per queste persone, dai 30 ai 45 anni "con carenze cognitive o disturbi del comportamento e di corretto rapporto con gli altri", precisa Maria Grazia Volta, direttrice delle Opimm, "si tratta di essere impiegati in attività lavorative; un'opportunità significativa non assistenziale, che crea reddito per i soggetti coinvolti".

I disabili impegnati nella sede di via Roveri a Bologna, si dedicano per sei ore e mezza al giorno ad attività che privilegiano la loro manualità: smontaggio e registrazione dei rifiuti, stoccaggio, imballaggio e separazione dei materiali smontati. "Un circuito virtuoso - lo definisce Roberto Barilli, direttore di Hera - sostenibile economicamente, socialmente e ambientalmente". Ad esempio, una tonnellata di schede elettroniche assemblate con materiali riciclati "viene venduta a 4.000 euro sul mercato", fa sapere Bonato. A ciò si aggiungono 210 mila chilowatt/ora risparmiati e 46 tonnellate di anidride carbonica in meno nell'atmosfera. In una tonnellata di telefonini, afferma l'assessore provinciale all'Ambiente, Emanuele Burgin, "ci sono 150 grammi d'oro, 100 chili di rame, tre chili d'argento, oltre ai metalli pesanti". Perciò, conclude l'assessore "recuperare i Raee è un'esigenza ambientale di primissimo piano". (Dire)

(26 settembre 2011)