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Tavolo ministeriale, le richieste di Fish e Fand al governo

Documento unitario delle due Federazioni in occasione dell'incontro concordato durante la Conferenza nazionale di Torino: fra i punti presentati al governo il maggiore coinvolgimento delle associazioni, il ripristino del Fondo per le non autosufficienze, l'aumento delle pensioni per gli invalidi civili, il rispetto della legge 68/99 e la quota di riserva del 25% dei volontari del servizio civile a favore del sostegno alla disabilità

un elenco scritto su un foglio

ROMA - Sostegno alla famiglia, risorse finanziarie, accertamento dell'invalidità: sono questi alcuni cardini del documento presentato al ministro Sacconi dalle associazioni federazioni Fish e Fand, in occasione dell'incontro che si è svolto il 20 ottobre tra il ministro stesso e alcuni rappresentanti delle associazioni di disabili. Ad aprire il documento, è la richiesta di un maggiore coinvolgimento attivo delle stesse federazioni, che chiedono di essere considerate " tutti gli effetti parti sociali, essenziali nelle definizioni delle politiche e degli interventi che riguardano le persone con disabilità".

Famiglia. Un'attenzione prioritaria viene richiesta dalle associazioni al sostegno alle famiglie dei disabili, che da una parte rischiano "impoverimento e marginalizzazione", dall'altra sono essenziali per scongiurare il "ritorno all'istituzionalizzazione". Le associazioni chiedono dunque di intervenire su diversi fronti per alleggerire il peso sopportato di familiari delle persone disabili: potenziamento dei servizi territoriali , aumento degli assegni al nucleo familiare, aumento delle detrazioni e deduzioni per spese di assistenza, nonché altre misure di natura anche economica per la non autosufficienza.

Risorse finanziarie. Fondo nazionale per le politiche sociali e Fondo per le non autosufficienze devono essere adeguatamente alimentati. Esattamente il contrario di ciò che sta accadendo: mentre  il primo è stato ridotto di circa 700 milioni dal 2007 al 2010 (circa 1.600 milioni di euro nel 2007, meno di 1.500 nel 2008, 1.355 nel 2009, 1.070 per il 2.010), "per il 2010 e gli anni a venire la voce Fondo per le non autosufficienze non compare più nei bilanci di previsione".

Accertamento dell'invalidità. Considerato lo scarso successo del Governo nella "campagna straordinaria di controlli sui falsi invalidi", le associazioni chiedono "di partecipare ad una profonda revisione dei criteri di accertamento della disabilità" e che sia  avviato  "un processo di semplificazione delle procedure di accertamento delle minorazioni civili e degli iter di concessione delle provvidenze economiche". Infine, sollecitano la reintroduzione del "ricorso amministrativo, anche per limitare i costi enormi che il solo ricorso giurisdizionale sta causando (320 mila cause giacenti)".

Provvidenze economiche. Aumento delle pensioni minime per gli invalidi civili, a partire da quelli che oggi ricevono il sussidio più baso, ovvero gli under 60: è questa la prima richiesta delle associazioni, che però evidenziano anche la necessità del "potenziamento prioritario dei servizi territoriali con specifici e vincolati stanziamenti". Un impegno particolare deve essere poi riservato all'elaborazione di "un piano nazionale per chiudere le esperienze segreganti di ogni forma e tipologia nell'arco di due anni, convertendo le risorse attualmente impegnate nel budget di salute, o progetto personalizzato anche per una residenzialità protetta incardinata in abitazioni civili e per gruppi non superiori alle 4 unità, nonché nel processo di transizione e nella predisposizione di servizi alternativi inclusivi radicati nella comunità".

Inserimento lavorativo. Le associazioni denunciano l'inosservanza della legge 68/1999, di cui è stata via via limitata "la portata e la potenzialità". Le associazioni denunciano, in particolare, "gli effetti negativi causati dal blocco delle assunzioni delle persone con disabilità nella pubblica amministrazione previsto dall'articolo 17, comma 7 della Legge 102/09. Con altrettanta preoccupazione va stigmatizzato l'intento paventato nell'Intergruppo Parlamentare sulla Sussidiarietà di trasformare l'art. 14 del decreto legislativo 276/2003 in mero trasferimento economico dall'impresa sottoposta all'obbligo alla cooperativa sociale: un obolo che evita ogni possibilità di inclusione".

Servizio civile volontario. Il documento di Fish e Fand sic conclude con la richiesta di un maggior numero di volontari del servizio civile destinati alle associazioni di disabili. "Negli ultimi due anni - scrivono - complice l'aumento di organizzazioni richiedenti, il numero di persone in servizio civile destinato all'ambito della disabilità è andato via via diminuendo, costringendo spesso le associazioni a sospendere o limitare servizi ed assistenza. Chiediamo pertanto che all'interno dei progetti ammissibili ai bandi per il servizio civile, sia prevista una quota di riserva del 25% a favore delle iniziative volte all'assistenza ed al supporto della disabilità grave". (cl)

(22 ottobre 2009)

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