Appello lanciato dalla coalizione che comprende tra le altre la Croce Rossa e il network antipovertà Eapn. "Servono politiche olistiche che garantiscano a tutte le generazioni accesso al reddito e a servizi di abitazione, educazione e sanità di qualità"

BRUXELLES - Una coalizione di tredici ong europee attive in vari settori della società chiede che il 2012 venga dichiarato Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale. L'appello viene lanciato in occasione della seconda giornata europea per la solidarietà intergenerazionale che celebrata ieri. Secondo la coalizione, che comprende realtà che vanno dall'ong ombrello di difesa degli anziani Age al forum dei giovani europei Yef, passando per la Croce Rossa e il network antipovertà Eapn, una maggiore solidarietà tra le generazioni può avere un ruolo chiave nello sviluppo di risposte eque e sostenibili alle grandi sfide economiche e sociali che l'Unione europea si trova ad affrontare oggi.
"La nostra società - si legge nel comunicato di lancio dell'iniziativa - deve diventare più inclusiva per permettere a tutti di partecipare a prescindere dalla loro età, dal genere, dall'origine etnica, dalle competenze e dalle capacità". Maggiore solidarietà significherebbe, per la coalizione, anche "una più equa redistribuzione delle risorse, maggiore condivisione delle responsabilità e più ampia partecipazione e cooperazione tra le generazioni in tutti gli ambiti sociali ed economici". La coalizione fa quindi appello alle autorità pubbliche affinché elaborino "politiche olistiche che garantiscano a tutte le generazioni accesso al reddito e a servizi di abitazione, educazione e sanità di qualità".
Per fare in modo che tutti gli attori politici vengano sensibilizzati su queste problematiche, la coalizione "a nome dei milioni di cittadini raccolti attorno alle nostre organizzazioni, chiede alle istituzioni europee e agli Stati membri di dichiarare il 2012 Anno europeo delle invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale". La coalizione suggerisce poi che venga elaborato un piano d'azione europeo su base decennale per sviluppare un modello sociale che includa tutte le generazioni e sia sostenibile nel lungo termine. Per le ong, si tratterebbe non di un peso sul bilancio statale, ma di un investimento a lungo termine. (mm)
(30 aprile 2010)




