Rapporto Istat. Solo una famiglia su 5 riceve sussidi dal settore pubblico. Il ricorso ai servizi a pagamento si è ridotto negli ultimi 5 anni, restano forti differenze territoriali

ROMA - Le famiglie con almeno una persona affetta da grave disabilità si mantengono in prima posizione nella classifica delle famiglie beneficiarie di aiuti informali, pubblici e privati, seguite da quelle con una persona molto anziana e solo successivamente da quelle con bambini sotto i 14 anni e madre occupata (Istat 2005). Le famiglie che fanno fronte alle difficoltà del vivere quotidiano solo sulla base della rete informale sono il 17 per cento delle famiglie con disabili in Italia, e ciò riguarda una famiglia su cinque nelle Isole. E non si dispone, avverte il Rapporto diffuso oggi dall'Istat, di elementi utili per valutare in che misura ciò sia frutto di una scelta o sia piuttosto determinato dalla impossibilità di accedere a servizi a pagamento, per la loro onerosità sui bilanci familiari, o dall'assenza di quelli erogati dal settore Pubblico. Va peggio per le famiglie del Sud, mentre riescono ad attivare più di un'unica fonte di sostegno le famiglie con disabili che risiedono al Centro (27,1 per cento) e nel Nord-est (25,5 per cento), zone queste in cui gli aiuti informali, ma anche quelli privati e pubblici sono maggiori che in altre parti del Paese.
Aiuti dal settore pubblico. - Una parte, seppur minoritaria, degli aiuti di cui si avvalgono le famiglie nel nostro Paese proviene dal settore pubblico o istituzionale, che raccoglie sia gli aiuti economici o i sussidi erogati dal Comune di appartenenza, da istituti di beneficenza o enti, sia le prestazioni sanitarie a domicilio da parte di Asl o cooperative convenzionate, sia le prestazioni non sanitarie da parte del Comune o di cooperative convenzionate. Si tratta di una fonte di sostegno di entità molto modesta che riguarda in media meno del 5 per cento delle famiglie, e solo una famiglia su cinque quando c'è un disabile. Rispetto al 1998 c'è stata una notevole crescita di questa componente di aiuto, le differenze territoriali sono però vaste e non trascurabili. Sono soprattutto le famiglie con disabili residenti nel Nord-est che beneficiano di più del sostegno delle istituzioni (28,8 per cento), seguite da quelle del Centro Italia (26,5 per cento), mentre le quote minime si osservano nelle Isole (12,3 per cento) e nel Meridione (16 per cento). Proprio nelle Isole, in cui il supporto alle famiglie con disabili è già su livelli minimi, si è registrata anche un'ulteriore diminuzione nel quinquennio 1998-2003.
Ricorso ai servizi a pagamento - L'entità del ricorso a tale tipologia di sostegno dipende ovviamente dalla disponibilità economica della famiglia. Pur riducendosi nell'ultimo quinquennio su tutto il territorio, gli aiuti a pagamento sono comunque un po' più alti nel Centro e nel Nord del Paese (dove dal 7 al 10 per cento delle famiglie usufruisce di servizi privati) rispetto al Mezzogiorno (intorno al 6 per cento delle famiglie). (ep)
(13 maggio 2010)






