A Saragozza quarta conferenza ministeriale sull'integrazione. La Commissione europea presenta la terza edizione del manuale, destinato a politici e operatori. Malmström: "Commissione presenterà nel 2011 una strategia più ampia per l'integrazione"

SARAGOZZA - I rappresentanti degli Stati membri dell'Unione europea si sono radunati a Saragozza per la quarta conferenza ministeriale europea sull'integrazione organizzata dalla presidenza di turno dell'Ue, in mano alla Spagna. In questa occasione la Commissione europea ha presentato la terza edizione del "Manuale sull'integrazione per politici e operatori". Quest'anno il manuale è incentrato sul ruolo dei mass media, sulla sensibilizzazione dell'opinione pubblica e sull'empowerment dei migranti, sulle piattaforme di dialogo, sulla cittadinanza attiva, sull'istruzione, i giovani immigrati e sul mercato del lavoro. Questa edizione conclude un processo che ha coinvolto quasi 600 esperti per più di 18 mesi.
Il risultato è una vasta gamma di esempi concreti, che completa le due precedenti edizioni e un totale di sette anni di lavoro. Le precedenti edizioni trattavano di programmi di accoglienza, partecipazione civica, indicatori, integrazione, edilizia urbana, integrazione economica e governance di integrazione. Il manuale - disponibile online all'indirizzo http://www.integration.eu/ - fa parte delle misure previste dal calendario comune per l'integrazione del 2005, che include anche la creazione di punti di contatto nazionali sull'integrazione, il sito web europeo sull'integrazione, il Forum europeo e il Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi. In occasione della riunione di Saragozza, il commissario agli Affari interni Malmström ha annunciato una nuova strategia dell'Ue in materia di integrazione per i prossimi anni: "La Commissione presenterà nel 2011 una strategia più ampia per l'integrazione (...), che si avvarrà della nuova base giuridica prevista dal trattato di Lisbona e delle linee guida incluse nel programma di Stoccolma". Con Lisbona infatti i legislatori hanno maggiore voce in capitolo per determinare una via europea all'integrazione.
In un comunicato diffuso in occasione della riunione di Saragozza, Enar, il network europeo di ong antirazziste, invita i governi dei Ventisette a mettere l'antidiscriminazione e l'inclusione sociale alla base della strategia europea d'integrazione. Mohammed Aziz, presidente di Enar, sottolinea che "anche se i modelli di integrazione possono variare da un paese UE all'altro, la realtà è che i migranti continuano a incontrare dappertutto gli stessi ostacoli alla loro integrazione - compresa la discriminazione nel mondo del lavoro. Questa realtà non cambierà se non si identificano questi ostacoli e le loro cause. È necessario che gli Stati membri a sviluppino indicatori concreti che potrebbero misurare l'integrazione degli immigrati in settori chiave quali l'occupazione, istruzione e di adottare azioni atte ad affrontare le problematiche rilevate". (mm)
(17 aprile 2010)




