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Sicurezza, Ispesl: "Più informazione per diminuire gli infortuni"

Secondo l'Istituto l'elevato numero incidenti sul lavoro, domestici e stradali costituiscono alcuni dei maggiori problemi di salute pubblica in Europa e in Italia, con costi umani, sociali ed economici molto elevati

a scuola di sicurezza

ROMA - L'elevato numero di infortuni sul lavoro, gli incidenti domestici e gli incidenti stradali costituiscono alcuni dei maggiori problemi di salute pubblica in Europa e in Italia, con costi umani, sociali ed economici molto elevati. Lo sottolinea l'Ispesl in un comunicato. "Nonostante il 2008- spiega Umberto Sacerdote, direttore generale dell'Istituto- abbia fatto registrare un decremento degli infortuni sul lavoro (874.940 infortuni, -4,1% rispetto al 2007), con una riduzione dei casi mortali al di sotto dei 1200 casi l'anno (1.120 casi mortali, -7,2% rispetto al 2007), permane la drammaticita' del fenomeno che fa comunque registrare ogni anno circa 30.000 invalidi permanenti. Tra le fasce di età più colpite emerge quella dei giovani fino ai 34 anni che sono i protagonisti del 37% degli infortuni sul lavoro".

Secondo Sacerdote, "questi dati insieme con le dimensioni del fenomeno infortunistico in ambiente domestico, evidenziano come permangono criticita' in merito alla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro all'interno dei percorsi universitari e di avviamento professionale e confermano la riflessione che da alcuni anni si sta approfondendo sulla necessita' di promuovere tali conoscenze prima possibile, sin dalla scuola primaria, sensibilizzando i bambini alla percezione dei rischi negli ambienti che li circondano".

La scuola e', come spiega il comunicato, "ambiente di vita per gli alunni e ambiente di lavoro per gli insegnanti, e rappresenta il luogo preposto ad offrire occasioni formative volte a promuovere e divulgare ai 'lavoratori di domani' la cultura e le azioni di prevenzione attraverso l'acquisizione di comportamenti che si troveranno a dover applicare concretamente nella futura vita lavorativa".

Per questo l'Ispesl che "da sempre lavora con il massimo impegno in tale direzione, anche alla luce del nuovo d.lgs 81/2008 che prevede l'inserimento in ogni attivita' scolastica e universitaria di specifici percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si fa promotore insieme al Cnel del convegno 'La promozione della cultura della salute e sicurezza nelle scuole. Puntiamo sulla prevenzione per crescere in sicurezza', in programma domani giovedi' 28 gennaio a Roma presso il Cnel, in viale David Lubin, 2, nella sala del Parlamentino". Alla giornata di dibattito parteciperanno tra gli altri Antonio Moccaldi, commissario Ispesl, Umberto Sacerdote, direttore generale e Sergio Iavicoli, direttore del dipartimento di Medicina del lavoro.

"Allora educare alla salute e alla sicurezza sul lavoro- dichiara ancora Sacerdote- significa aiutare i ragazzi a sviluppare la capacita' di prendere decisioni consapevoli nei riguardi del proprio benessere, in difesa del proprio equilibrio fisico, psichico e sociale, trasmettendo modelli positivi, promuovendo una corretta percezione dei rischi e l'adozione di comportamenti che diventino parte integrante dello stile di vita e di lavoro. Con queste finalita'- conclude Sacerdote- gia' da alcuni anni come 'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro' abbiamo attivato delle iniziative che, su differenti livelli, hanno cercato di dare delle risposte, con l'obiettivo di supportare le istituzioni scolastiche in questo nuovo ed importante compito educativo".

"Nell'ambito del convegno- precisa Sergio Iavicoli, direttore del dipartimento di Medicina del lavoro dell'Ispesl- verranno inoltre presentati i risultati di un'indagine condotta dall'Ispesl nelle scuole di ogni ordine e grado di Roma e provincia, finalizzata a identificare i bisogni formativi in tema di promozione e divulgazione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro nella scuola".

(28 gennaio 2010)