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Interviste e personaggi

Quale sviluppo per la medicina del lavoro? Al via il convegno nazionale Inail

Comincia oggi a Sorrento la tre giorni di confronto. Quest'anno l'appuntamento è dedicato ai dieci anni del decreto 38/2000, il provvedimento che ha introdotto il principio del "danno biologico", segnando un momento di svolta nella tutela dei lavoratori. Intervista al sovrintendente di medicina generale dell'Istituto, Giuseppe Bonifaci

stetoscopio e martello del giudice

SORRENTO - La sua prima "edizione" risale al 1996, quando venne promosso come momento di incontro riservato esclusivamente ai medici dell'Inail per riflettere sulle principali problematiche sanitarie attinenti la mission dell'Istituto. Nel corso del tempo, tuttavia, l'evento si è via via aperto all'esterno, arrivando a coinvolgere tutti i principali e più importanti soggetti che operano nel settore della medicina legale e del lavoro. Ecco perché l'ottavo convegno nazionale di medicina legale previdenziale dell'Inail che prende il via oggi a Sorrento - come dice il sovrintendente di medicina generale, Giuseppe Bonifaci - "assume una portata di interesse nazionale per tutto l'intero ambito sanitario che si articola all'interno del sistema del welfare, e non solo". Diversi i motivi di interesse di questa tre giorni di studio: a partire dalla presenza - anche in qualità di moderatori - dei medici di ruolo all'ex Ispesl e all'ex Ipsema. Un segnale di integrazione importante in vista del Polo per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Dottor Bonifaci, qual è il tema-guida che caratterizzerà i lavoro del convegno?
La ricorrenza del decennio del decreto 38/2000, un provvedimento che ha rappresentato un momento di svolta molto importante nell'attività dell'Inail, in particolare per quanto riguarda l'aspetto medico. Si tratta, infatti, del decreto che ha segnato il passaggio dal principio di "valutazione dell'attitudine al lavoro" all'affermazione del concetto di "danno biologico". Per noi è stata un'autentica rivoluzione, che ha imposto un nuovo percorso di tipo formativo e l'applicazione di una metodologia valutativa caratterizzata da una cultura completamente diversa rispetto al passato.

Ovvero?
Prima del decreto 38/2000 i medici dell'Inail dovevano limitarsi a stimare, per ogni caso di infortunio o malattia professionale, quale fosse la riduzione della sola capacità lavorativa legata alla specifica attività del singolo interessato. Col principio del danno biologico, invece, veniva introdotto il concetto di integrità psico-fisica complessiva del lavoratore, includendo dunque anche gli aspetti dinamico/relazionali e la compromissione non solo della capacità di svolgimento di una data mansione, ma l'inserimento della persona all'interno della famiglia e della società. Si è trattato di un passaggio davvero notevole, che ha comportato per i medici dell'Istituto l'assunzione di un nuovo bagaglio di competenze, notevolmente complesso e differenziato.

Il decreto 38/2000 è stato anche quello che ha normato gli infortuni in itinere...
Esattamente: un ambito in precedenza soggetto a interpretazioni giurisprudenziali diverse e, spesso, a pronunciamenti difformi e disomogenei da parte dei giudici. Anche in quel caso al nostro personale sanitario è stato richiesto un salto di qualità, rafforzando di conseguenza le competenza complessiva dell'Istituto in ambito di prevenzione, riabilitazione e reinserimento lavorativo. Possiamo dire, in generale, che il decreto ha spinto l'Inail - i suoi medici in primis - a diversificare quel ventaglio di specificità che oggi vengono riassunte nel principio-cardine di "tutela globale" del lavoratore. Si è trattato, dunque, di un "contenitore" molto concreto che ha necessitato di un percorso attuativo in cui l'intero Istituto è impegnato ormai da un decennio e che - anche a seguito di altri importanti provvedimenti del legislatore, come il decreto 81/2008 e il correttivo 106/2009 - ha visto l'Inail compiere enormi passi avanti nella capacità di garantire la presa in carico dell'assicurato.

Da un punto di vista sanitario questo percorso a che punto è?
Si tratta di un ambito che ha rilevanze sotto molteplici punti di vista - sia medico-legale che riabilitativo che curativo - e questo convegno sarà proprio l'occasione per verificare a che punto siamo. Naturalmente, vista la complessità della materia, non abbiamo la pretesa di elaborare in queste sede una sintesi definitiva. Ma ogni sessione cercherà di fare comunque un bilancio quanto più esaustivo possibile, illustrando obiettivi raggiunti e prospettive di sviluppo, cos'è stato fatto e cos'è ancora da fare.

Il 2009 è stato l'anno che ha segnato il boom delle malattie professionali. Si parlerà anche di questo a Sorrento?
Le malattie professionali saranno uno dei temi caldi del convegno perché il loro riconoscimento - rispetto a un infortunio che ha evidenza di per sé - è l'attività forse più complessa per i medici dell'Inail. Si tratta, infatti, di un compito che richiede un'applicazione quanto mai rigorosa di criteri e metodi per consentire, senza discriminazioni, che una patologia denunciata possa essere riconosciuta a livello di norma come "professionale", consentendo, così, agli assicurati di usufruire delle prestazioni di diritto che gli spettano.

Come valuta le denunce record dello scorso anno?
L'evoluzione del dato statistico, con un aumento generalizzato del fenomeno (specialmente in agricoltura), e la sua differenziazione - con un calo delle patologie classiche a fronte di un'impennata di quelle emergenti - va interpretata come un risultato importante ottenuto dai medici dell'Istituto e dello loro sforzo di sensibilizzazione profuso nei tanti convegni, società scientifiche, eventi sul territorio e incontri con ordini professionali. Uno sforzo che ha portato all'emersione di ciò che vi era da sempre, ma non veniva dichiarato. L'aumento delle denunce, dunque, non corrisponde a un peggioramento delle condizioni igieniche e di salute dei luoghi di lavoro, semmai al contrario. Già dagli anni Novanta, infatti, l'Inail denunciava le cosiddette "malattie perdute": adesso, finalmente, le stiamo ritrovando. Gridare allo scandalo, pertanto, è quanto mai fuorviante, se si vuole avere un'adeguata comprensione del fenomeno: piuttosto, si tratta di un successo e di una vittoria. In primis per i lavoratori.

A Sorrento è prevista una partecipazione forte anche dei medici dell'ex Ispesl ed ex Ipsema. Che segnale vuole dare l'Inail in tal senso?
Dal punto di vista medico l'incorporazione nell'Inail di questi istituti rappresenta un'opportunità di crescita enorme, perché ci consente di acquisire competenze forti in ambiti davvero strategici della prevenzione: a partire dalla ricerca. Non sono per noi percorsi sconosciuti, anche perché i contatti e le collaborazioni con questi colleghi sono in corso da diverso tempo e spesso ci troviamo insieme nei tavoli ministeriali e paritetici. Grazie all'incorporazione, però, saremo in grado di convergere verso proposizioni più efficaci. A mio giudizio, quindi - pur dovendo affrontare delle difficoltà, perché alcune disomogeneità naturalmente esistono - si tratta di un'opportunità straordinaria per unire specialità diverse, ma complementari tra loro". (Fonte: inail.it)

(13 ottobre 2010)