Si chiama "Un attimo per la vita" e raccoglie undici storie vere, per raccontare il percorso dall'incidente al reinserimento sociale e invitare alla prevenzione

FERRARA - Gli infortunati sul lavoro si raccontano per fare prevenzione. Succede nel documentario "Un attimo per la vita", nato su iniziativa dell'Inail di Ferrara insieme all'Ausl e all'Azienda ospedaliera universitaria. Diretto da Simone Chiesa di Publiteam, il documentario raccoglie le storie di dieci infortunati. "L'intenzione è di diffonderlo soprattutto nelle scuole - spiega Alessandra Avetrani, responsabile Processo prevenzione per l'Inail di Ferrara -: la formula del documentario e delle storie di vita permette ai ragazzi di identificarsi e si sta rivelando molto efficace". Due i messaggi trasmessi dal documentario. "Il primo riguarda la prevenzione - continua la Avetrani -: attraverso le storie degli intervistati, tutti con esperienze diverse alle spalle, tentiamo di far capire che un incidente può capitare a chiunque, non solo a chi fa lavori a rischio".
Gli undici intervistati sono uomini e donne, alcuni anche molto giovani, e i loro incidenti si sono verificati in contesti molto differenti fra loro: dal cantiere edile alla fabbrica, dall'agricoltura alla grande distribuzione, fino agli infortuni "in itinere", nel tragitto casa-lavoro. Un invito a non abbassare la guardia, quindi, che però non si ferma al momento dell'incidente: le storie narrate nel documentario sono anche storie di riabilitazione e reinserimento sociale. "Vogliamo anche raccontare come queste persone hanno ricostruito un percorso di vita - aggiunge Alessandra Avetrani -: far capire non solo che il dramma degli infortuni sul lavoro esiste, ma anche che c'è chi se ne occupa".
Per riuscirci, le due aree della sede Inail di Ferrara, quelle della Prevenzione e del Reinserimento sociale e lavorativo, hanno lavorato insieme. Dal momento dell'incidente infatti per gli intervistati inizia una storia comune, che passa dall'incontro con l'assistente sociale all'ingresso (per molti, ma non per tutti) nel Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio, fino alla costruzione di un nuovo progetto di vita. "Abbiamo scelto persone ‘positive' - spiega la Avetrani - che si proiettano verso il futuro. Loro stessi ci tengono a dare questo messaggio". Completa il documentario (che in totale dura 25 minuti) un esempio di buona prassi: l'intervista a un datore di lavoro, titolare di un'azienda ferrarese che si è dotata di un modello di prevenzione molto avanzato. Alla presentazione di "Un attimo per la vita" interverrà anche il direttore dell'Inail Emilia Romagna Alessandro Crisci. (Pietro Scarnera)
(11 febbraio 2010)




