Presentato a Bari il libro del giornalista Giuliano Foschini, sul disastro ambientale di Taranto. “Qua ai Tamburi tutto è rosa. Pure le cappelle del cimitero”

TARANTO - Un altro libro sull'Ilva di Taranto e sul suo impatto inquinante uscirà a partire dal 10 settembre: "Quindici passi". Il testo, edito da Fandango, è stato presentato ieri nella sede dell'Arpa, a Bari, dall'autore Giuliano Foschini, giornalista di Repubblica. Il titolo del libro deriva dal fatto che quindici passi separano il quartiere Tamburi di Taranto dallo stabilimento siderurgico più grande d'Europa e che, sempre gli stessi passi, dividono tale industria dal cimitero di San Brunone, il grande camposanto dove molti degli operai del complesso sono stati sepolti. Assieme a Foschini saranno presenti il direttore generale dell'Arpa Giorgio Assennato, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, il sostituto procuratore Francesca Pirrelli e Mario Desiati, direttore editoriale della casa editrice Fandango.
Con il suo libro Foschini racconta come il disastro ambientale di Taranto stia diventando un pericolo per l"Italia. L'autore si sofferma anche sui temi dei diritti dei lavoratori e della sicurezza sul lavoro. La sua è una inchiesta sui problemi ambientali della città jonica che, allo stesso tempo, narra in maniera vivace e anche autobiografica le storie della gente: i bambini che disegnano solo cieli neri, le donne che si ritrovano le loro scope rosse di quarzite, o i pastori a cui sono stati soppressi i greggi per l'allarme diossina.
"Qua ai Tamburi tutto è rosa. Pure le cappelle del cimitero" si legge nel libro di Foschini. "Ora le cappelle le pittano già di rosa, perché tanto diventano di quel colore dopo qualche giorno e a questo punto meglio farlo, si risparmia tempo e una brutta figura: almeno i nostri morti, almeno loro, non sembrano sporchi". Intanto a Taranto è stata pubblicato un sondaggio sull'Ilva condotto dal quindicinale "La Voce del Popolo" congiuntamente al corso di Scienze della Comunicazione dell'Università degli Studi di Lecce. Dalle risposte emerse, i favorevoli alla chiusura dell'area a caldo dell'Ilva (la più inquinante da cui fuoriescono diossina, Ipa e benzene) oscillerebbero tra il 62% e il 70% a seconda di come vengono poste le domande. (Daniele Marescotti)
(8 settembre 2009)




