Oltre 712 mila persone iscritte al collocamento obbligatorio in Italia, di cui il 60% al Sud. Ma solo il 13% ha trovato un'occupazione attraverso i centri per l'impiego o i servizi pubblici. A rilevare questi dati sono l'indagine a campione "Isfol Plus" e l'ultima relazione al Parlamento del ministero del Welfare. Seconda puntata dell'inchiesta di SuperAbile

ROMA - Sono 44 su 100 le persone disabili che lavorano. Ma solo il 13% ha trovato un'occupazione attraverso i centri per l'impiego o i servizi pubblici. La maggior parte (il 31%) lo ha fatto attraverso parenti, amici e conoscenti e il 23% grazie ai concorsi. A fotografare il malfunzionamento del collocamento obbligatorio è l'ultima indagine "Isfol Plus - Rilevazione sull'offerta di lavoro in Italia". Attraverso lo strumento delle telefonate a campione è risultato che oltre la metà dei lavoratori disabili abita al Nord, appena il 35% al Centro e il 38% vive nel Sud e nelle isole. Una grossa fetta (il 40%) lavora nella pubblica amministrazione, nella scuola e nella sanità, mentre solo il 23% nell'industria. Il 30% ha un diploma di scuola secondaria superiore e solo il 3% delle persone disabili hanno una laurea. Tra chi non lavora, invece, il 15,2% ha dichiarato essere disoccupato, il 35% pensionato (con la pensione d'invalidità oppure non più autosufficiente), il resto si suddivide tra casa e studio.
Analizzando invece i dati relativi al collocamento obbligatorio, che in Italia passa attraverso i centri provinciali per l'impiego, sono oltre 712 mila le persone iscritte, il che vuol dire in cerca di un'occupazione, di cui il 60% al Sud e il resto suddiviso in parti uguali tra Centro e Nord. Il dato, riferito al 2007, è in crescita: rispetto al 2006, oltre 64 mila persone disabili in più in un anno. E questo a fronte di solo 31.530 avviamenti al lavoro nel 2007 (circa la metà dei nuovi iscritti o rientrati nelle liste del collocamento obbligatorio), di cui un terzo di uomini. Se al Nord sono state inserite circa 19.840 persone, al Centro e al Sud (isole comprese) il dato si ferma a quota 11.690 disabili. Anche questo dato conferma un'Italia a due velocità: al Nord meno iscritti al collocamento e più avviamenti, nel Mezzogiorno il contrario. E' quanto emerge dalla relazione 2008 al Parlamento di ministero del Welfare, Isfol e Coordinamento delle Regioni. Ma non tutti i disabili iscritti al collocamento obbligatorio sono immediatamente disponibili a lavorare: quasi 400 mila le persone "subito pronte" nel 2007, pari al 77% delle iscrizioni nelle liste dei centri per l'impiego.
Ai fini dell'inserimento, il metodo della convenzione (tra persone disabili, datori di lavoro, centri per l'impiego ed enti che possono favorire l'integrazione lavorativa) è quello che ha dato i risultati più positivi (applicato nel 45,8% dei casi), seguito dalla chiamata nominativa (40%) e dalla chiamata numerica (9%). Stabili, invece, i tirocini finalizzati all'assunzione: circa 1.800. Ma come vengono assunte le persone disabili? A prevalere è il contratto a tempo determinato: rappresentava il 48% dei nuovi contratti nel 2006, mentre è arrivato al 50,8% nel 2007. Tuttavia, la corretta applicazione di quanto previsto all'art. 2 della legge 68/99, che introduce il concetto di collocamento mirato, di progetti individuali per le persone con disabilità e la sperimentazione di nuove modalità di collaborazione con i datori di lavoro, non rappresenta ancora una pratica diffusa su tutto il territorio nazionale: il collocamento mirato è attivo per l'88% nei centri per l'impiego, ma solo nella metà dei casi funziona bene e le difficoltà maggiori sono al Sud.
Un ultimo dato: escludendo le assunzioni obbligatorie, i lavoratori con contratto di durata non superiore a 9 mesi, i soci delle cooperative di lavoro e i part-timer, si contano poi quasi 70 mila posti di lavoro "riservati", tra settore pubblico e privato, rimasti "scoperti" nel 2007 (erano 81.740 nel 2006). Per chi volssee leggere per intero l'ultima relazione al Parlamento sullo stato d'attuazione delle norme per il diritto al lavoro delle persone disabili, riferita agli anni 2006-2007 e presentata dal ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, il documento è consultabile cliccando qui. (michela trigari)
(17 febbraio 2009)





