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Gli attivi dell'Inail a sostegno della sicurezza sul lavoro: la proposta di Burgio e Rocchi

I due deputati di Rifondazione lo chiedono in una interpellanza al ministro del Lavoro Damiano e al ministro dell’Economia Padoa Schioppa: utilizzare gli attivi di bilancio per assicurare assegni congrui o facilitare percorsi di formazione e informazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

cappello antinfortunisticoROMA - Utilizzare gli attivi di bilancio dell?Inail per assicurare agli invalidi del lavoro e ai familiari delle vittime del lavoro assegni congrui e dignitosi, oppure per facilitare la costituzione, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, di momenti di formazione ed informazione circa la sicurezza sul lavoro. La proposta è stata lanciata da due deputati di Rifondazione comunista, Alberto Burgio e Augusto Rocchi, in un?interpellanza sottoposta all?attenzione del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, e del ministro dell?Economia, Tommaso Padoa Schioppa.

Nell?atto, i due parlamentari, dicono di aver appreso dalla stampa che i bilanci dell?Istituto nazionale di assicurazione per gli infortuni sul lavoro (Inail) hanno fatto registrare, dal 2002 ad oggi, avanzi consolidati di amministrazione pari a circa 2 miliardi di euro all?anno (1,7 miliardi, nel 2007). Questi attivi ammonterebbero complessivamente a 13 miliardi di euro, depositati in un conto corrente intestato all?Inail ma utilizzato per diminuire l?esposizione del ministero dell?Economia nel mercato finanziario.

Secondo Burgio e Rocchi, l?esistenza di tali avanzi di bilancio appare ?paradossale, trattandosi di un istituto assicurativo le cui entrate (costituite dai premi pagati dalle aziende e dai contributi dei lavoratori) e le cui spese (le prestazioni erogate) dovrebbero essere a saldo zero?. I deputati fanno rilevare che contemporaneamente le prestazioni erogate dall?Istituto sono diminuite, dal 2000 ad oggi, di 300 mila unità, da 1,2 milioni nel 2000 alle 950 mila nel 2006 e alle 917 mila dell?anno in corso. Inoltre ? si legge nell?atto - il decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 ha riformato le tabelle di calcolo sulla base delle quali vengono conteggiate le prestazioni, alzando la soglia percentuale necessaria per vedersi riconosciuto il diritto ?all?indennità patrimoniale? (la perdita della capacità lavorativa) dall?11 per cento al 16 per cento.

I due parlamentari hanno messo quindi in evidenza le proteste portate avanti nelle scorse settimane dall?Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro (Anmil). Di qui anche l?altra richiesta, contenuta nell?atto, di ripristinare sul piano legislativo le tabelle di calcolo per il conteggio delle indennità patrimoniali precedenti al decreto legislativo n. 38 del 2000.(dp)

Di seguito il testo dell?interpellanza.

Interpellanza:
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, il Ministro dell?economia e delle finanze, per sapere - premesso che:
le statistiche segnalano che nel nostro Paese, ogni anno, si assiste ad oltre un milione di infortuni sul lavoro;
nel 2006 oltre 1.300 di questi infortuni sono stati mortali, assegnando all?Italia il triste primato europeo nella classifica delle morti bianche;
nel solo settore delle costruzioni le morti nel 2006 (258) sono incrementate del 35 per cento rispetto all?anno precedente;
nei primi dieci mesi del 2007 gli infortuni mortali sono stati 882, gli infortuni 882.694 (che, in proiezione annuale, superano il milione e 50mila), mentre i lavoratori rimasti invalidi dal 1o gennaio 2007 sono 22.067, con una media di 73 al giorno;
si apprende da fonti di stampa che i bilanci dell?Istituto nazionale di assicurazione per gli infortuni sul lavoro (Inail) hanno fatto registrare, dal 2002 ad oggi, «avanzi consolidati di amministrazione» pari a circa 2 miliardi di euro all?anno (1,7 miliardi, nel 2007);
l?esistenza di tali corposi avanzi di bilancio appare agli interroganti paradossale, trattandosi di un istituto assicurativo le cui entrate (costituite dai premi pagati dalle aziende e dai contributi dei lavoratori) e le cui spese (le prestazioni erogate) dovrebbero essere a saldo zero;
tali avanzi ammonterebbero complessivamente a 13 miliardi di euro, depositati in un conto corrente intestato all?Inail presso il ministero dell?economia, senza alcun rendimento per l?istituto, ed utilizzato, invece, dal ministero del tesoro «per diminuire la propria esposizione nel mercato finanziario»;
contemporaneamente le prestazioni erogate dall?Istituto sono diminuite, dal 2000 ad oggi, di 300 mila unità, da 1,2 milioni nel 2000 alle 950 mila nel 2006 e alle 917 mila dell?anno in corso;
il decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 ha riformato le tabelle di calcolo sulla base delle quali vengono conteggiate le prestazioni, alzando la soglia percentuale necessaria per vedersi riconosciuto il diritto «all?indennità patrimoniale» (la perdita della capacità lavorativa) dall?11 per cento al 16 per cento, anche se - come ha affermato in una nota recente Pietro Mercandelli, presidente dell?Anmil - «già con l?11 per cento il danno può essere molto grave e pregiudicare per esempio l?uso di una mano»;
la conseguenza di tale riforma delle tabelle di calcolo è stata l?abbassamento delle rendite erogate dall?Inail da circa 30 mila alle attuali 8,9 mila;
nelle scorse settimane l?Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro (Anmil) - che conta 470 mila iscritti - ha iniziato una forte protesta pubblica, manifestando in più occasioni sotto le sedi dei Ministeri a cui è indirizzata questa nostra interpellanza -:
quale sia il giudizio dei Ministri interpellati sulla questione in parola e se essi possano confermare la veridicità dei dati sopra esposti;
se i Ministri interpellati non ritengano urgente utilizzare tali attivi di bilancio non già per diminuire l?esposizione del Ministero dell?economia nel mercato finanziario, quanto invece per assicurare agli invalidi del lavoro e ai familiari delle vittime del lavoro assegni congrui e dignitosi, oppure per facilitare la costituzione, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, di momenti di formazione ed informazione circa la sicurezza sul lavoro;
se i Ministri interpellati non ritengano urgente ripristinare sul piano legislativo le tabelle di calcolo per il conteggio delle indennità patrimoniali precedenti al decreto legislativo n. 38 del 2000.

(2-00847) «Burgio, Rocchi».

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