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Lotta all'evasione: patto tra Inail e Agenzie delle Entrate

Firmata dal presidente Sartori e dal direttore Befera una convenzione che prevede l'incrocio fra le banche dati degli Istituti e un piano di risk-analysis coordinate. Si tratta della prima fase operativa del protocollo promosso la scorsa settimana col ministro Sacconi

stretta di mano

ROMA - Una lente a due fuochi sulle imprese, con banche dati condivise, strategie antievasione congiunte e supervisors sempre all'erta. Sono i principali ingredienti dell'intesa quinquennale siglata dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, e dal presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori. Si tratta della prima fase attuativa del protocollo firmato la scorsa settimana insieme al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Dunque, una vera e propria attività di business intelligence, nata per rendere ancora più efficace e tempestiva la caccia all'elusione e all'evasione contributiva: la convenzione sarà operativa a settembre, grazie alla creazione di un gruppo di supervisori incaricati di redigere le procedure di attuazione di questo interscambio informativo "in rete".

Un patrimonio comune di conoscenze - L'intesa prevede che i due attori condividano parti significative dei propri data-bases. In particolare, l'Inail renderà consultabile l'archivio di Gestione del rapporto assicurativo (Gra) e tutta la documentazione relativa alle ispezioni, l'Agenzia schiuderà i propri archivi su Anagrafe tributaria, accertamenti e studi di settore. Un'attività strutturata di incrocio e comparazione, per creare un patrimonio comune di conoscenze, che consentirà ai due enti di potenziare sensibilmente le attività di verifica. Il tutto nel pieno rispetto delle disposizioni fissate dal Garante della privacy, per garantire che il trattamento delle informazioni contenute nell'Anagrafe tributaria avvengano secondo precisi standard di sicurezza, anche grazie a dei supervisori dedicati al controllo dei profili d'accesso ai dati.

Un piano di attività coordinate - Da un punto di vista operativo, il generale potenziamento delle attività di analisi del rischio, di ispezione e di controllo si tradurrà in attività coordinate. Inail e Agenzia delle Entrate, insieme, potranno non solo predisporre specifici piani di intervento su soggetti individuati in modo autonomo proprio attraverso lo scambio di informazioni, ma anche condividere i dati identificativi di chi è "sotto controllo", evitando inutili sovrapposizioni e definendo strategie congiunte. Inoltre, la convenzione prevede lo svolgimento di incontri periodici delle rispettive strutture regionali, sulla base delle indicazioni pervenute a livello centrale. La conoscenza dei reali cicli produttivi, dall'incrocio dei dati presenti negli studi di settore e nelle denunce delle aziende infine consentirà in particolare all'Inail di indirizzare più efficacemente i propri interventi di prevenzione.

"Si tratta di un'intesa che garantirà ai due enti la capacità di monitorare come mai fatto prima la reale attività di tutte le imprese italiane: sarà  individuato con certezza cosa viene denunciato e cosa no e, dunque, emergeranno anche situazioni  eventualmente non in regola", spiega il presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori. "Metteremo a disposizione dell'Agenzia i dati di cui siamo in possesso e che portano alla determinazione, per ogni singola azienda, delle voci di tariffa. Da parte sua, invece, l'Agenzia risponderà concedendoci l'accesso a tutte le informazioni presenti negli studi di settore affini ai nostri".

"Questa convenzione segna una tappa importante sulla strada di una lotta all'evasione sempre più condivisa, in sinergia con altri enti, per scovare gli illeciti fiscali con analisi di rischio puntuali e coordinate", dichiara il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. "L'utilizzo efficace delle banche dati, l'incrocio delle informazioni e la gestione strutturata degli archivi con l'Inail, infatti, consentono di intercettare in maniera sempre più mirata le sacche di evasione, potenziando la selettività dei controlli e incoraggiando la tax compliance dei contribuenti".

(11 agosto 2010)