In base alla legge 68/99, i disabili dovrebbero essere in tutto 1.839, il 7% del personale civile in servizio. Ma sono solo 1.405. Convenzioni già attivate in diverse province. Ma tutto è fermo a causa della normativa che ha bloccato le assunzioni

ROMA - Dovrebbero essere 1.839, ma sono 1.405. Sono i lavoratori disabili impiegati presso il ministero della Difesa e gli enti a questo collegati. I dati, aggiornati al 1 gennaio 2008, evidenziano un deficit di 434 unità, rispetto al rapporto che la legge 68/99 prevede. Un rapporto che dovrebbe essere del 7% sul totale di 30.646 unità di personale civile in servizio, ridotto però al 6%, grazie all'esubero di ben 898 unità tra il personale appartenente alle categorie protette ex art. 18 della legge in questione (orfani, vedove, profughi ecc.).
"Fino a qualche anno fa - spiega il Capo Ufficio dell'Urp, Maria Rossella Seva - le due categorie si sovrapponevano, per cui di fatto l'esubero tra le categorie protette andava a colmare le carenze del personale disabili. Dopo anni di dibattimenti, si è chiarito però che le due categorie non possono essere confuse. Il risultato è che soltanto quell'1%, che l'art. 18 riserva alle categorie protette e che è sempre in forte esubero, può essere considerato nel computo relativo al personale disabile. In questo modo, la quota del 7% prescritta dalla legge diventa 6%. Ne deriva una discrepanza tra il numero dei disabili attualmente assunti e il numero di quelli che dovrebbero essere assunti".
Un certo numero di assunzioni era comunque già pianificato dal Ministero tramite liste di collocamento speciali presso gli uffici provinciali competenti. "Avevamo già attivato convenzioni con alcuni uffici provinciali, in particolare per 14 unità a Terni, 8 a Genova, 10 a Brindisi, 13 a Firenze e 117 a La Spezia. Ma le recenti normative hanno bloccato tutto, e, presumibilmente, il blocco permarrà per tutto l'anno in corso". (cl)
(18 novembre 2009)





