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Anche per le persone down la crisi si fa sentire: calano le possibilità di lavoro

E' quanto emerge dalla relazione di Anna Sculli, responsabile del Centro per la formazione professionale e l'inserimento lavorativo della provincia di Varese, al convegno "La persona down e il mondo del lavoro". Ma c'è anche chi, forse proprio in risposta alla crisi, fa partire nuovi progetti

un ragazzo con sindrome di Down lavora come pizzaiolo

MILANO - Anche per le persone down la crisi si fa sentire: le possibilità di lavoro in azienda e in cooperativa diminuiscono. È quello che emerge dalla relazione di Anna Sculli, responsabile del Centro per la formazione professionale e l'inserimento lavorativo (Cfpil) della Provincia di Varese, che è intervenuta al convegno "La persona down e il mondo del lavoro", organizzato a Varese dall'università dell'Inusbria. Fra gli utenti del Cfpil, dal 1974 a oggi, sono stati assunti in azienda 17 lavoratori con sindrome di Down, ma solo 3 di questi negli ultimi 10 anni. "Da 5-6 anni le aziende e le stesse cooperative richiedono persone con competenze e produttività più alte possibili, sia per via della crisi, che richiede più competitività, sia perché le mansioni più semplici tendono di per sé a scomparire" spiega Anna Sculli. Alla riduzione dei posti di lavoro che colpisce molte aziende, si aggiunge quindi una selezione più dura, "dove le persone Down, che amano la lentezza, la ripetitività e che hanno bisogno di attenzione, sono ulteriormente svantaggiate" conclude la responsabile.

Ma c'è anche chi, forse proprio in risposta alla crisi, fa partire progetti nuovi. È il caso della cooperativa "L'ancora" di Lurate Caccivio (Co) e dell'Istituto alberghiero paritario De Filippi di Varese, che hanno deciso di sviluppare insieme delle possibilità di lavoro per i ragazzi disabili. Da marzo a giugno di quest'anno l'Istituto alberghiero offre un corso di formazione per il servizio in sala a tre ragazzi disabili che frequentano "L'ancora". La cooperativa, per sostenersi, ha infatti anche un servizio di ristorazione svolto da volontari nei weekend o per cerimonie. "Vorremo che qualcuno dei nostri utenti potesse lavorarci, non solo nella normale attività della sala: quest'estate creeremo anche delle serate con cene e musica dal vivo che possano essere una risorsa per tutto il territorio" spiega Chiara Achini, dell' "Ancora". In cambio del corso di formazione la cooperativa accoglierà tre ragazzi disabili che frequentano l'Istituto alberghiero, che avranno la possibilità di svolgere un tirocinio presso il ristorante della cooperativa. "Una bella occasione per provare a farli lavorare in un ambiente diverso, con persone che non conoscono" commenta Giovanni Baggio, direttore dell'Istituto, che da tre anni ha avviato percorsi professionali appositamente studiati per gli studenti con disabilità (una decina). "Rispetto ai compagni hanno molte più ore di pratica. Insistiamo su questo aspetto, perché l'obiettivo è che dopo gli studi trovino lavoro e hanno bisogno di più esercizio" spiega Baggio. Il progetto viene presentato in occasione del convegno, promosso dalla Provincia di Varese, dal Comune e dall'Asl. (Giulia Genovesi)

(25 marzo 2011)

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