Per gli stranieri non in regola è più facile trovare lavoro, ma nel 68% dei casi è in nero. Il 40% guadagna meno di 5 euro l'ora, ma fa turni più pesanti. Sono i primi risultati dell'indagine "Sicurezza, lavoro nero, immigrazione" condotta da Tito Boeri

BOLOGNA - Per gli immigrati irregolari è più facile trovare lavoro, ma si tratta quasi sempre di lavoro nero, pagato meno e con turni più pesanti. Lo rivela l'indagine "Sicurezza, lavoro nero, immigrazione" condotta da Tito Boeri per la Fondazione De Benedetti e l'Università Bocconi di Milano. L'economista ha anticipato i primi risultati (ma i dati sono ancora in lavorazione) intervenendo al Forum nazionale salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, organizzato nei giorni scorsi a Bologna dalla Fondazione Alma Mater. La percentuale degli irregolari che lavorano si avvicina al 90%, ed è superiore a quella dei regolari (comunque sopra l'80%). Nel 68,2% dei casi, però, chi non ha i documenti è soggetto a lavoro nero. "Il 40% degli irregolari guadagna meno di 5 euro all'ora, mentre fra i regolari la percentuale scende al 10% - spiega Boeri -, ma chi non è in regola fa turni più pesanti: il 38,1% ad esempio lavora di notte".
L'indagine, secondo l'economista, è "la prima rappresentativa in Italia, perché non è basata sull'anagrafe né su chi accede alle strutture d'emergenza". I dati sono stati raccolti attraverso 1.037 interviste in otto città italiane ad alta densità migratoria (fra cui Milano, Bologna e Rimini). I ricercatori hanno selezionato casualmente alcuni edifici nelle zone più abitate dagli stranieri, entrando direttamente nelle loro case. "Abbiamo scoperto che gli irregolari sono il 30% (a Bologna il 20%) - aggiunge Boeri - , fra persone in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, persone con documenti transitori e altri che non hanno mai avuto documenti". Le anticipazioni di Boeri arrivano fra l'altro dopo che ieri il Senato ha negato il permesso di soggiorno agli stranieri che denunciano lo sfruttamento da parte dei datori di lavoro, norma prevista dalla direttiva europea sull'emersione del lavoro nero (è stato stralciato l'articolo 48).
"Gli immigrati irregolari continuano ad arrivare in Italia perché sanno che troveranno lavoro, anche se in nero - spiega l'economista -. D'altro canto molti datori di lavoro sanno che a loro possono chiedere turni più pesanti pagandoli meno, mentre la probabilità di una sanzione è molto bassa. E sanno anche che prima o poi arriverà una sanatoria". Si spiega proprio con il lavoro nero, secondo Boeri, il dato realtivo alle morti bianche, che aumentano fra gli stranieri (+8% dal 2005 al 2007) e calano fra gli italiani. E l'economista avanza un'ipotesi, che potrebbe spiegare "un'anomalia tutta italiana. Quella che vede il nostro paese al di sopra della media europea per quanto riguarda le morti bianche nel tragitto casa-lavoro (119 nel primo semestre 2009 su un totale di 490). Potrebbero essere finti incidenti, simulati per mascherare il lavoro nero, ma su questo aspetto è difficile avere dei dati". (ps)
(2 febbraio 2010)





