Avrà la durata di due anni e partirà nel mese di novembre, grazie ad un accordo tra Inail Umbria e l’Istituto di medicina del lavoro dell’Università di Perugia. Il cromo è responsabile di malattie respiratorie, anche neoplastiche, come il carcinoma polmonare

PERUGIA - Il rischio di tossicità del cromo e la prevenzione della salute dei lavoratori. E' il tema al centro di un progetto di ricerca avviato dal Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, dell'Istituto di Medicina del lavoro, tossicologia e malattie respiratorie professionali e ambientali dell'Università degli studi di Perugia. Il progetto, della durata di due anni, partirà nel mese di novembre grazie ad un accordo sottoscritto con la Direzione regionale di Inail Umbria, che ha stanziato un contributo ad hoc di 80mila euro.
Il cromo metallico ed i suoi composti hanno un largo impiego in ambito industriale, in particolare nella produzione di leghe, nella ripulitura di metalli, nella produzione e nell'uso del cemento, nella concia delle pelli e del cuoio e, in generale, nell'industria tessile, dei tappeti, del vetro e della ceramica. L'esposizione professionale al cromo è responsabile di varie malattie come ulcerazioni e perforazioni del setto nasale, dermatite allergica, asma bronchiale; in casi più gravi, è una delle cause più diffuse di carcinoma del polmone in ambito professionale.
Il progetto di ricerca valuterà gli effetti infiammatori indotti dal cromo sull'apparato respiratorio e i meccanismi cellulari e molecolari responsabili degli effetti cancerogeni, allo scopo di avviare strategie mirate di prevenzione e nuovi metodi per una diagnosi precoce delle patologie legate all'esposizione al cromo.
"L'accordo rappresenta la conferma dell'interesse dell'Istituto sull'attività di ricerca che incide sulla prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro oltre che sul fenomeno dell'emersione e della diagnosi precoce delle malattie professionali - afferma Tullio Gualtieri, direttore regionale di Inail Umbria - Il protocollo rafforza la collaborazione, già collaudata nel tempo, con l'Istituto di Medicina del Lavoro al quale si riconosce un'elevata competenza in materia". (mtm)
(15 novembre 2009)





