Nel 2008, 33.500 denunce e 31 casi mortali, ma per lo più in itinere. Un infortunio su tre avviene nei ristoranti. Il 22% delle vittime sono cuochi professionisti. Le cause più frequenti: scivolamenti, movimenti bruschi, utensili e oggetti taglienti

ROMA - 33.500 denunce di infortuni in un anno, 31 casi mortali, di cui il 685 in itinere: è questa la situazione di ristoranti e alberghi, fotografata dall'ultimo numero di dati Inail, che si riferisce all'andamento infortunistico nel 2008. Vittime degli incidenti sono soprattutto i cuochi (225 del totale), seguiti da camerieri ( 21%), inservienti (13%), baristi (7%) e rosticcieri/pizzaioli (4%). Un infortunio su tre avviene nei ristoranti (11.347 denunce nel 2008), seguono le mense (7.234), gli alberghi (7.121), i bar (6.234), i villaggi turistici e campeggi (1.777). Più colpite le donne, che denunciamo il 53,6% degli infortuni totali del settore
Tra le cause più frequenti ci sono gli scivolamenti, i movimenti bruschi e la perdita di controllo degli utensili e degli oggetti taglienti che determinano soprattutto danni alle mani, alla colonna vertebrale e alle caviglie. Per quanto riguarda i lavoratori stranieri, il settore ne conta oltre 300mila, soprattutto donne (60%). L'imprenditoria immigrata è in continua espansione, gestita soprattutto dai cinesi (che detengono il 33% del totale) e dai marocchini. Nel 2008 i lavoratori immigrati hanno presentato 6.802 denunce di infortunio (pari al 20% del totale), mentre, nel 2004, 5.495 (pari al 17% del totale).P er i casi mortali, l'incidenza è contenuta e la media è di 4 vittime l'anno.
(23 febbraio 2010)




