La notizia pubblicata sulla rivista "Lancet" e rilanciata in Italia dal "Corriere della Sera": dopo un trattamento rivoluzionario durato oltre due anni, un giovane paraplegico è tornato a muovere piedi e gambe e a fare anche qualche passo: gli è stato impiantato nella schiena uno stimolatore con 16 elettrodi. Grande cautela degli esperti, l'uomo dopo l'incidente aveva comunque mantenuto una minima sensibilità residua. Ma l'importanza della notizia rimane

ROMA - La notizia compare in bella evidenza nell'edizione on line del Corriere della Sera. Un uomo di 25 anni, paralizzato dal petto in giù in seguito a un incidente, grazie ad un trattamento rivoluzionario può oggi stare in piedi autonomamente, muovere le dita dei piedi, le gambe, e persino fare qualche passo, grazie a uno stimolatore elettrico collocato sulla sua schiena, nella zona lombosacrale. A parlarne è la rivista Lancet, che parla di "una nuova speranza in un campo che ha dato finora risultati insoddisfacenti, nonostante decenni di ricerca in tutto il mondo". Vanno naturalmente usate tutte le cautele del caso, perché gli stessi medici che hanno in cura il giovane ripetono fino alla noia che la procedura è ancora sperimentale e che la sua efficacia va valutata su altri pazienti, prima di poter dichiarare sconfitte le paralisi dovute a lesioni del midollo spinale. Ma la notizia, comunque, è di quelle che non passano inosservate.
L'articolo sul quotidiano milanese, firmato da Margherita Fronte, racconta la vicenda dell'uomo, Rob Summers, che nel luglio del 2006 fu investito da un pirata della strada (peraltro mai identificato), rimanendo paralizzato. A subire una lesione erano state infatte le vie nervose responsabili del movimento, situate nel midollo spinale. La sensibilità degli arti inferiori però - particolare importante - era stata conservata, seppure in minima parte: ed è proprio grazie alla presenza di un seppur minimo collegamento fra cervello e midollo che la procedura ha potuto dare risultati. Il giovane si è sottoposto ad un trattamento sperimentale, che è consistito nel provare a riattivare i muscoli stimolando ripetutamente e per lunghi periodi il midollo spinale, attraverso elettrodi collocati nella zona lombosacrale, da cui normalmente partono i comandi che fanno muovere le gambe. La procedura è stata eseguita da esperti del Dipartimento di neurochirurgia dell'Università di Louisville e della Facoltà di medicina dell'Università della California.
Dopo oltre due anni e mezzo, è stato impiantato un dispositivo con 16 elettrodi nel corso di un intervento chirurgico. Il risultato, come viene spiegato nell'articolo, è che oggi, dopo una stimolazione che dura, in media, quasi un'ora consecutiva, l'uomo può stare in piedi da solo per più di quattro minuti e può camminare (seppure assistito) sulle sue gambe. Anche il controllo della vescica e il tono muscolare sono migliorati molto, così come la funzione sessuale. Naturalmente, questo non vuol dire affatto che le lesioni del midollo spinale possono ormai essere superate, a maggior ragione considerando che una sensibilità - per quanto ridotta - era stata conservata. Ma senza dubbio la notizia pone, in prospettiva futura, la possibilità di ulteriori miglioramenti e di un'estensione della procedura anche ad altri pazienti.
(20 maggio 2011)







