Fatica a decollare fra gli editori la buona abitudine di fornire una copia digitale del testo ai lettori non vedenti e ipovedenti che non riescono a utilizzare la versione cartacea. L’iniziativa della casa editrice Interlinea di Novara dà l’esempio. La collaborazione con l’Istituto Cavazza e l’Associazione Scrittori di Bologna e il loro appello: “Leggere, un diritto di tutti”
NOVARA - Un libro, ma anche un cd, per fare in modo che anche chi non vede possa leggere, e godere delle atmosfere e del piacere della lettura. Va incontro ad un bisogno culturale crescente l'iniziativa attuata dalla casa editrice Interlinea di Novara, che venendo incontro alle richieste delle persone non vedenti o ipovedenti offre loro, dietro semplice richiesta e con invio della documentazione che comprova la minorazione visiva a norma di legge, la versione digitale della maggioranza delle opere del proprio catalogo. Questo significa che con il libro vengono forniti su dischetto o per email anche i file in formato accessibile (.doc, .txt, .pdf) adatti ai programmi di sintesi e lettura vocale. Il tutto senza l'applicazione di alcun sovrapprezzo. Già da tempo sostengono il diritto alla lettura di non vedenti e ipovedenti, che oggi si vedono purtroppo impediti nel libero e pieno esercizio di quello che è un diritto soggettivo. Le due realtà hanno redatto un appello "Leggere. Un diritto di tutti", che mira a rendere evidente la condizione attuale e le possibili vie di uscita. In questo documento, si afferma che le migliaia di libri, quotidiani, periodici, documenti pubblicati ogni anno "rappresentano e diffondono idee, informazioni, emozioni, storie, e dunque esperienze di vita e di cultura": leggere "appartiene alla sfera dei diritti soggettivi che ciascuno ha facoltà di esercitare nelle forme, nei modi e nei tempi che più gli si addicono". Le persone non vedenti, in questo ancora oggi ostacolate o impedite, possono sfruttare tutte le opportunità offerte dall'informatica: la parola digitale può essere letta con voce sintetizzata o commutata in forma tattile e codificata nel sistema braille.
"Tuttavia un ostacolo permane, a pregiudicare la libertà di lettura di queste persone" - si legge nell'appello: "I libri, generalmente distribuiti ancora in versione di carta, non sono accompagnati dai rispettivi file che rimangono invece gelosamente custoditi e sepolti negli archivi delle aziende editoriali, timorose di atti di pirateria e di saccheggio, suscettibili di compromettere i legittimi interessi commerciali e i sacrosanti diritti degli autori". E così, continua il testo, " i non vedenti, singoli o associati, pur di non rinunciare alla pratica della lettura, armati di scanner, con ore e ore di penoso e paziente lavoro, ricostruiscono pagina per pagina, quel testo digitale dal quale è derivata la copia di carta".
Quali allora le richieste agli editori? "I non vedenti non attendono omaggi o generose concessioni; non chiedono gratuità o elargizioni di sorta; tutt'altro... Agli editori essi domandano, per ogni libro di carta regolarmente acquistato, il rilascio del relativo file digitale da poter leggere e usare sul proprio computer. Agli editori essi chiedono un impegno creativo per definire e attuare una procedura distributiva che riesca a unire il file al libro di carta, tutelando così il loro naturale diritto alla lettura, pur nella salvaguardia degli interessi di tutte le parti coinvolte".
Insomma, è quello che viene definito un "atto lungimirante di buona volontà, tale da assicurare la cessione della versione digitale del testo a tutte quelle persone che, pur acquistando il libro di carta, non possono fruirne in modo autonomo e indipendente per via della propria limitazione sensoriale".
Per approfondire, leggi il testo integrale dell'appello
(17 gennaio 2007)




