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Un piede per l’Africa: ci pensa Roadrunnerfoot

Sarà stampato a iniezione e costerà meno di 10 euro: è una protesi che sta progettando l’azienda di progettazione e produzione di ausili per disabili creata dall’atleta paralimpico Daniele Bonacini. Obiettivo dell’impresa è assicurare a tutti l’accesso a protesi tecnologicamente avanzate. E grazie ad una onlus, potrebbe servire soprattutto a chi ha perso un piede saltando su una mina nei paesi in guerra

il volto di un africano
ROMA - "Le proposte del governo per l'aggiornamento del nomenclatore tariffario vanno in parte nella direzione giusta, soprattutto per quanto riguarda l'istituzione di un'unità valutativa del complesso dei bisogni del disabili": ad affermarlo è Carlo Hanau, docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari all'Università di Modena e Reggio Emilia. "Viene meno però la possibilità di acquistare un ausilio tecnologicamente avanzato detraendo dalle spese il contributo previsto dallo Stato per l'ausilio corrispondente incluso nel nomenclatore. Invece l'utente dovrebbe continuare ad avere la possibilità di scegliere l'ausilio migliore pagando solo la differenza".

Un altro elemento critico è "l'obbligatorietà della scelta su dove fare la protesi", ha aggiunto Daniele Bonacini, atleta paralimpico e presidente dell'associazione "Disabili no limits". "Secondo quale criterio sarà data l'indicazione. In Italia esiste un solo centro che prevede la degenza e un addestramento all'uso della protesi: il centro Inail di Budrio. Quindi o tutti coloro che hanno bisogno di una protesi saranno indirizzati lì, oppure sarà adottato il criterio della vicinanza e gli utenti dovranno accontentarsi di ciò che, in termini di servizi e di ausili, offre il centro a loro più prossimo. Prevedo fuoco e fiamme da parte delle associazioni - ha commentato - oppure trasferimenti di massa nelle regioni che offrono prestazioni migliori".

Lo stesso Bonacini ha dato vita, nel luglio scorso, a un'azienda di progettazione e produzione di ausili per disabili, la Roadrunnerfoot, che potrebbe presto immettere sul mercato ausili a costi molto più bassi di quelli attualmente disponibili. "Abbiamo appena brevettato un piede per correre per amputati: contiamo di portarlo a Pechino con 4-5 atleti, per valorizzare questa invenzione che porta a un guadagno del 10-20% in termini di tempo. Il che significa che questo piede, messo alla persona giusta, assicura la medaglia". Sta per essere brevettato poi, dalla stessa azienda, "un piede per camminare, che costerà 700-800 euro. E grazie alla onlus a cui abbiamo dato vita, l'associazione 'Disabili no limits', raccoglieremo fondi per assicurare anche ai più indigenti l'accesso a queste protesi". Ma la Roadrunnerfoot guarda ancora più lontano. "Stiamo progettando un piede stampato a iniezione, che sarà destinato al Centro Africa e al Medio ed Estremo Oriente, zone falcidiate dalle mine. Un piede che - assicura Bonacini - costerà circa 5 euro". (Chiara Ludovisi)

(23 novembre 2007)






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