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Il cane guida

L'addestramento di un cane guida

Le razze generalmente impegnate in questo tipo di attività sono: 

Pastore Tedesco 
Labrador Retriever 
Golden Retriever

Per essere ammessi alla Scuola di addestramento, i cani sono sottoposti ad esami molto severi, finalizzati all’accertamento della loro idoneità sia fisica che attitudinale; ad essi verrà infatti affidata l’incolumità, nonché la vita stessa, della persona non vedente e non possono, perciò, essere accettati animali nevrotici, aggressivi, paurosi o eccessivamente timidi.

L’addestramento di questi animali si avvale di metodi assolutamente non coercitivi, basati interamente sul rinforzo positivo. Queste parole nascono dagli studi della psicologia animale, che ha osservato e descritto la capacità naturale degli animali di imparare.
Rinforzo è qualunque gratificazione che aumenta la probabilità che un animale esibisca un certo comportamento (mi siedo, ottengo un boccone).
L’aspetto fondamentale è che l’effetto del rinforzo determina l’aumento del comportamento.
Aggiungendo la parola “positivo”,  il senso è che ciò che determina l’aumento del comportamento è qualcosa che l’animale vuole, che all’animale piace.
Usare unicamente il rinforzo positivo significa, dunque, eliminare qualsiasi evento negativo che possa portare ad un risultato, ma che risulti spiacevole per l’animale.
Non si deve confondere il rinforzo positivo con lo stimolo: lavorare in stimolo implica un metodo in cui il cane viene indotto ad agire in funzione del fatto che gli viene mostrato qualcosa che gli piace; il cane impara a fare qualcosa solo in presenza di quello stimolo.
Nel rinforzo positivo, invece, il cane prima esibisce un certo comportamento, quindi impara che quello è il modo per ottenere ciò che vuole.
Non è necessario usare il cibo come rinforzo, va bene qualunque cosa aumenti un comportamento e piaccia al cane.

Il compito dell’accompagnatore a quattro zampe si impara da cuccioli, intorno ai 12 mesi, e si protrae per circa 5 mesi. Successivamente, l’animale intraprende la fase di addestramento personalizzato insieme alla persona non vedente alla quale dovrà essere assegnato.
Questa fase può avere una durata che può oscillare tra le 2-3 settimane fino a una durata di circa 2 mesi, secondo le esigenze di mobilità della persona. In questo periodo, il futuro padrone avrà modo di entrare in piena sintonia con il cane, mentre questo assimilerà tutte le esigenze, i bisogni e le caratteristiche del compagno.

L’addestramento viene costruito sfruttando l’equilibrio delle doti caratteriali dell’animale, al quale viene trasmesso un crescente “senso di responsabilità”, che lo porta ad incorporare nelle sue dimensioni anche quelle del partner.
Il cane impara ad adeguarsi ai comandi e ad adattare il proprio comportamento ai diversi impedimenti che nella conduzione della persona non vedente incontrerà lungo il cammino.
Esso dovrà, ad esempio, acquisire la fondamentale consapevolezza di considerarsi più grande di circa sessanta centimetri alla sua destra e di circa un metro e mezzo in altezza. Un cane in servizio dovrà cioè passare solo dove c’è spazio sufficiente per sé e per la persona che è alla sua destra.
Il cane guida deve, inoltre, imparare a suddividere tutti gli ostacoli che incontrerà in ostacoli che possono essere superati dalla persona non vedente senza pericoli ed ostacoli, che sono invece troppo pericolosi per chi non vede.
Nel corso dell’addestramento vengono "selezionate" le situazioni utili alla configurazione mentale del cane fra quelle esistenti nell’ambiente urbano, extraurbano e rurale come marciapiedi occupati, rumori, traffico veicolare e pedonale intenso, salita sui mezzi di trasporto.
Una volta giunti a destinazione, e tolto il finimento guida, il cane riceve sempre le meritate coccole e torna ad essere un cane come tutti gli altri, voglioso di giocare e correre in libertà.

(Vai alla sezione il Cane Guida)

Scheda elaborata da: Lucia Martinez
Aggiornata al: 19/02/2007