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L'Abc: "La vita di Crisafulli e dei disabili gravi non è semivegetale"

Giorgio Genta (Associazione bambini cerebrolesi): "Qualificare così la loro esistenza è falso e offensivo. Molti dei nostri ragazzi, benchè gravissimi, conducono una vita più piena di quella di molte persone senza disabilità"

cervello in un profilo di uomo

ROMA - Le persone con gravissime disabilità che conducono una esistenza simile a quella di Salvatore Crisafulli non sono "vegetali" o "semivegetali", ma persone che pensano, gioiscono o soffrono, comunicano e reagiscono, e talvolta conducono "una vita più piena di quella di molte persone senza disabilità". A sottolinearlo è Giorgio Genta, dell'Associazione bambini cerebrolesi (Abc), una delle realtà federate nella Fish (Federazione italiana superamento handicap). Genta prende spunto dalla descrizione (apparsa sui alcuni quotidiani) dell'esistenza di Salvatore Crisafulli come di "una vita semivegetale", termine che l'esponente dell'Abc ("senza rancore e solo per amore di verità e dei nostri figli") respinge al mittente in una lettera indirizzata ad uno dei cronisti interessati, il giornalista de "La Stampa" Fabio Albanese, che in un "peraltro equilibrato articolo" pubblicato sul quotidiano torinese in quei termini aveva appunto descritto la vita di Crisafulli.

"Un tale modo di qualificare l'esistenza di una persona con disabilità gravissima - scrive Genta - oltre che essere profondamente falso offende l'esistenza delle molte nostre ragazze e ragazzi che vivono esperienze simili: nessuna vita umana, per precaria, difficile e dolorosa che sia, può essere parificata a quella di un vegetale. Solo al suo collega Claudio Imprudente, giornalista, scrittore e persona con gravissima disabilità è lecito paragonare la propria a quella di un geranio: ma la sua - spiega Genta - è opera di autoironia, non uno stigma imposto dall'esterno".

"I nostri ragazzi e le nostre ragazze che conducono una esistenza non dissimile da quella di Salvatore sono, come tutti gli esseri umani, a volte  persino soddisfatti di alcuni momenti della loro vita, soprattutto quando si sentono, oltre che amati, parte della società. Non sono vegetali o semivegetali - continua il referente dell'Abc - perché vivono una esistenza biologicamente diversa: pensano, gioiscono o soffrono, comunicano, reagiscono  in maniera differenziata a stimoli esterni. Molti di loro, benché gravissimi viaggiano, vanno a scuola o all'università, scrivono, leggono e, se i loro genitori hanno abbastanza energie, danaro e inventiva, conducono una vita più piena di quella di molte persone senza disabilità. (ska)

(3 febbraio 2010)

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