Oltre il 21% destinato a minori, famiglie svantaggiate, tossicodipendenti, anziani. Segue l'utilizzo per pubblica utilità ed educazione alla cittadinanza. Studio di Agenzia per le onlus e Liberainformazione

ROMA - È il contrasto al disagio sociale a favore di minori, famiglie svantaggiate, tossicodipendenti, anziani e altro ancora, la buona pratica maggiormente realizzata sui beni confiscati alle mafie. È quanto evidenzia uno studio presentato questa mattina a Roma dall'Agenzia per le Onlus in collaborazione con la Fondazione Liberainformazione. Secondo la pubblicazione "Beni confiscati alle mafie: il potere dei segni. Viaggio nel paese reale tra riutilizzo sociale, impegno e responsabilità", al contrasto dei diversi disagi sociali è destinato infatti oltre il 21% dei beni. Segue l'utilizzo per pubblica utilità ed educazione alla cittadinanza. Ma il dato interessante, si legge nello studio, "va cercato nell'estrema varietà, qualità e importanza degli interventi che il riutilizzo dei beni confiscati permette di portare avanti in territori difficili".
Le attività realizzate grazie al riutilizzo dei beni confiscati, infatti, coinvolgono un numero maggiore di soggetti per quel che riguarda il tema della cittadinanza, col 37,7% delle esperienze analizzate. "Un segnale significativo - continua lo studio -, dal valore non solo simbolico ma anche di trasformazione reale delle condizioni di vita delle persone che trovano spazio e voce negli spazi liberati dall'oppressione mafiosa". Tra gli altri beneficiari anche i disabili psico-fisici (21,1% delle realtà), infanzia e adolescenza (14%), giovani (14%) e minori a rischio di esclusione sociale (11,4%). (ga)
(9 febbraio 2010)





