Adele Messieri, consigliere, replica alle polemiche di Silent: "La nostra priorità sono i bambini, e in città esistono altre associazioni di non udenti. Decidiamo in autonomia e non abbiamo il dovere di accettare qualsiasi richiesta"

BOLOGNA - "Certo, la Fondazione Gualandi ha nello statuto lo scopo di essere d'aiuto alle persone sorde. Ma in autonomia può definire scelte e modalità e non ha il dovere di accettare qualsiasi richiesta". Così Adele Messieri, consigliere della Fondazione, spiega il diniego alla concessione di un locale in via Santa Caterina all'associazione di audiolesi Silent, per attività sportive e come spazio d'incontro ludico e ricreativo. La Silent ha protestato per il rifiuto, e oggi sono apparsi articoli su diversi quotidiani bolognesi. "Ci è molto dispiaciuto - prosegue la Messieri - leggere alcune interpretazioni che attribuiscono alla Fondazione Gualandi intenzioni di interessi e di lucro. In realtà la Fondazione, nata nel 2003 dallo storico Istituto omonimo per sordomuti, è impegnata in molti settori per contribuire a migliorare la qualità di vita delle persone sorde, senza trarne alcun guadagno".
"La scelta prioritaria della Fondazione in questi tempi, a Bologna - spiega la Messieri - è soprattutto nell'attenzione ai bambini con difficoltà uditive e comunicative, perché quello che si fa nella prima infanzia può cambiare in modo decisivo la qualità della vita dei sordi. Di associazioni che riuniscono persone sorde ce ne sono diverse, in città, a partire dall'Ens, l'ente nazionale sordomuti, e dall'associazione petroniana sordi: non si è ritenuto opportuno che si creasse un ulteriore spazio associativo in prossimità della sede della Fondazione".
Un terreno adiacente allo spazio-palestra è già ceduto in affitto per attività sportiva: scelta legittima e non certo "a fine di lucro", ribadisce la consigliera, ma "dettata dall'esigenza di poter provvedere a iniziative di grande portata". "La Fondazione ha aperto infatti da settembre 2008 il nido d'infanzia ‘Il cavallino a dondolo', progettato e costruito interamente a sue spese e messo a disposizione della città di Bologna: vi accedono bambini udenti e non udenti attraverso le graduatorie del Comune, agli stessi costi dei nidi pubblici, senza che la Fondazione guadagni un euro. La Fondazione cerca anzi di stimolare le scelte che gli enti pubblici e privati dovrebbero fare e a volte trascurano".
Attraverso un protocollo, firmato con Ausl, Università e Azienda Sant'Orsola-Malpighi, si è arrivati ad esempio a ottenere che dal 2009 in tutti i centri nascita dell'Ausl di Bologna tutti i bambini vengano sottoposti a esame audiologico, per arrivare a diagnosi precoce di eventuale sordità. Prima di quest'anno molti piccoli sordi venivano scoperti solo a 2 o 3 anni di età. "Il nostro lavoro va in questa direzione - conclude Messieri - ed è tutto a favore della migliore educazione possibile nella comunicazione e nella relazione, per i bambini sordi e anche per quelli udenti. Non siamo una onlus, come qualcuno ha erroneamente scritto, ma una Fondazione privata. E decidiamo in autonomia le forme e le attività del nostro impegno sociale". (Luca Baldazzi)
(31 luglio 2009)




